
Oggi è lunedì. Sanremo 2025 è finito sabato. Ma guai a pensare che sia tutto finito davvero: lo spettacolo vero inizia sempre dopo, quando le polemiche-strascico inaugurano la settimana come un caffè troppo amaro.
E quest’anno ce n’è una particolarmente stupida: la cinquina dei vincitori è tutta maschile. Da qui, la deduzione inevitabile: l’Italia è ancora immersa fino ai capelli nel Patriarcato™.
Su Twitter (perché X non lo chiama nessuno) già si urla allo scandalo: “Non è un caso! È il sistema che relega le donne a ruoli secondari!”. Qualcuno chiede la creazione di una quota rosa sanremese, altri propongono di abolire il televoto perché “tanto il pubblico è sessista”.
Ora, senza voler togliere nulla alla potenza oppressiva del Maschio Bianco Eterosessuale, ma… siamo sicuri?
Sul serio?
E se, molto più banalmente, le canzoni presentate dalle donne fossero state mediamente più deboli?
Parliamoci chiaro: il pezzo di Elodie era smorto. Bella presenza, ottima performance, ma il brano non aveva mordente. E senza una canzone forte, non si vince.
Idem per le altre. Nessun nome femminile aveva un pezzo così trainante da conquistare il pubblico, soprattutto quello giovane, che oggi decide tutto tra Spotify e TikTok. E diciamolo, per alcune artiste storiche, Sanremo è diventato più una passerella che una gara vera.
Quindi, forse, la risposta più semplice è che hanno vinto cinque uomini perché quest’anno le canzoni più apprezzate erano le loro. Sì, lo so, è un’analisi shockante.
Ma nel passato?
Sembra che tutti si siano improvvisamente dimenticati che l’anno scorso ha vinto una donna. E che ci sono state edizioni dove il podio era quasi tutto al femminile.
Tipo Giorgia, Elisa, Arisa, Anna Oxa, Mia Martini, Dolcenera, Matia Bazar… devo continuare?
Se poi allarghiamo il discorso ai grandi successi post-Sanremo, ecco che arrivano Laura Pausini, Gianna Nannini, Loredana Bertè, Levante, Madame, Alessandra Amoroso, Annalisa, Emma, Elodie. Insomma, non siamo esattamente a corto di donne di successo nella musica italiana.
Magari, invece di lanciare teorie cospirazioniste, bisognerebbe chiedersi perché quest’anno nessuna donna ha presentato un pezzo davvero forte.
Ma forse è troppo complicato. Molto meglio dare la colpa al sistema patriarcale.
Il bel canto: “la voce sopra ogni cosa”
Nel frattempo, mentre si litiga sul sessismo, c’è un’altra categoria di sanremisti che si sta strappando i capelli per un altro motivo: Massimo Ranieri e Giorgia non hanno vinto.
Questa è la categoria che si aggrappa al concetto di bel canto con la forza disperata di un nonno che difende la pasta scotta come “la vera tradizione italiana”.
Per loro, la canzone può pure essere una filastrocca da sagra, ma non importa: l’importante è la voce. Se canti bene, allora devi vincere, indipendentemente dal pezzo.
E se osi dire che il talento vocale non basta, partono con la litania sul declino della musica, l’autotune, i giovani che non capiscono niente, “ai miei tempi le vere canzoni” e così via.
Però la verità è che Sanremo non è un talent show per cantanti lirici. Se fosse così, vincerebbero sempre quelli con la voce più potente e basta.
E invece no. Conta la canzone. Conta il carisma. Conta il fattore X, quello che non si può spiegare ma che fa la differenza tra un artista che emoziona e uno che “canta bene”.
Quindi, cari fan del bel canto, fatevene una ragione: non si vince solo con la tecnica.
Insomma: e basta.
Ogni anno Sanremo ci regala sempre le stesse discussioni:
- “Questo è un festival truccato!”
- “Il televoto è manipolato!”
- “L’Italia è sessista!”
- “L’autotune è la morte della musica!”
E ogni anno, finiamo per scannarci su tutto tranne che su una cosa veramente importante: Clara è bona.
Ecco, almeno su questo possiamo essere tutti d’accordo.
(Margherita Nanni)
Prompt:
Intro: oggi è lunedì, Sanremo 2025 è finito sabato, ma naturalmente ci voleva qualche bella polemica-strascico per inaugurare la settimana. Ce n'è una particolarmente stupida: la cinquina dei vincitori è tutta al maschile, da che dobbiamo dedurre che l'Italia sia piena di Patriarcato fino ai capelli.
Sul serio?: non era magari che Le canzoni presentate dalle donne fossero mediamente più deboli, e non ci fossero nomi femminili con una forza trainante per le nuove generazioni. Il brano di Elodie, per esempio, era davvero smorto - per forza non ha vinto.
Il passato: l'ultima volta in cui una donna ha vinto Sanremo è l'anno scorso. E altri esempi nel passato non si contano. E naturalmente ci sono state annate in cui hanno dominato il podio.
Il bel canto: esiste una categoria ben precisa, quella per cui un cantante deve avere "una bella voce". La canzone può pure fare ribrezzo, ma non importa: la voce. Questa particolare categoria ci tiene a prendere le distanze dall'autotune piangendo lacrime amare per la mancata vittoria di Massimo Ranieri e Giorgia.
Insomma: e basta! Ah, l'unica cosa importante davvero: Clara è bona.
Articolo: intro, sul serio?, il passato, il bel canto, insomma. Approfondisci dove ti sembra interessante. Inventa qualche strascico polemico divertente, raccontato da una gola profonda nel backstage via WahtsApp.
Assumendo personalità, background e stile di scrittura di Margherita Nanni, scrivi un Articolo; usa un tono divertito e ironico.
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