
Il nome di Wendy O. Williams e dei Plasmatics, probabilmente, non vi dice granché. Eppure, scavando nella storia di questa bionda amazzone del punk, emergono spunti interessanti per il dibattito culturale di oggi. Soprattutto quando la si mette a confronto con un’altra icona femminile contemporanea: Elodie. Due mondi lontanissimi, eppure entrambi specchi di cosa significhi essere donna sotto i riflettori.
Wendy O. Williams: punk, motoseghe e niente compromessi
Wendy Orlean Williams (28 maggio 1949 – 6 aprile 1998) era un tornado in carne e ossa. Cantante, performer, provocatrice, divenne famosa come leader dei Plasmatics, una band punk rock che più estrema non si poteva. Le sue esibizioni erano veri e propri atti di guerra: nudità parziale, esplosioni di televisori, macchine fatte saltare in aria, motoseghe che riducevano le chitarre in segatura. Un’estetica che mescolava pornografia e distruzione, suscitando scalpore ma anche una feroce ammirazione.
Wendy pagò a caro prezzo il suo essere fuori dagli schemi: più volte arrestata, più volte accusata di atti osceni, più volte picchiata dalla polizia per il solo fatto di essere… Wendy. Nel 1998 si tolse la vita, con la stessa determinazione con cui aveva vissuto: senza mezze misure.
Un mondo ostile
Perché tanto furore? Perché Wendy O. Williams si muoveva in un ambiente—quello della musica rock e punk degli anni ‘70 e ‘80—che era violentemente maschilista. Se voleva essere rispettata, doveva dimostrare di valere il doppio. Se qualcuno osava toccarla senza permesso, la sua reazione era immediata e fisica, senza troppe cerimonie. Una donna in quel mondo non aveva margini di errore: o si imponeva a colpi di mazza da baseball, o veniva schiacciata. Wendy scelse la prima opzione.
E poi c’è Elodie
Difficile immaginare un contrasto più netto con Elodie. Bellissima, di successo, un’icona di stile che ha sempre fatto della propria avvenenza un punto di forza. Si definisce femminista e rivendica il diritto di usare il proprio corpo come vuole. I suoi detrattori, però, la accusano di ipocrisia: può davvero parlare di libertà femminile chi si inserisce con tanta naturalezza nello stereotipo della “cantante sexy”, da sempre accettato e celebrato dal sistema?
Libertà o cliché?
Non c’è motivo di dubitare della buona fede di Elodie: la libertà di mostrarsi belle e desiderabili non è in contraddizione con il femminismo. Il problema, però, è un altro. Tutte le scelte di Elodie—perfettamente legittime—la portano a incarnare un modello rassicurante per l’industria: la donna bella, sicura di sé, seducente ma mai davvero destabilizzante. Nessun rischio, nessuna rottura dello schema.
Wendy O. Williams, invece, non si preoccupava di essere accettata. Lei era il problema. Non si limitava a esistere all’interno del sistema: lo prendeva a calci, lo minacciava con una motosega, lo mandava in frantumi con un’esplosione scenica.
Due pesi, due misure
Non risulta che Wendy O. Williams si sia mai definita femminista. Non ne aveva bisogno. Lo era nei fatti, nel modo in cui si imponeva, nelle scelte radicali e spesso autodistruttive che faceva per restare fedele a sé stessa. Elodie, al contrario, il femminismo lo rivendica esplicitamente, ma all’interno di una comfort zone che il sistema non solo accetta, ma premia.
C’è spazio per entrambe le visioni, ovviamente. Ma se da Elodie ci si aspetta un po’ più di sostanza e coraggio, non è per cattiveria. È perché abbiamo visto, negli anni, donne che hanno rischiato tutto per essere davvero libere. E il confronto, inevitabilmente, pesa.
(Luisa Bianchi)
Prompt:
Intro: il nome di Wendy O Williams e dei Plasmatics, probabilmente, non è molto conosciuto, eppure ci può dire qualcosa di interessante sul dibattito culturale odierno.
WOW: la bionda amazzone Wendy Orlean Williams (28 maggio 1949 – 6 aprile 1998) è stata una cantante americana, nota soprattutto come leader della band punk rock Plasmatics. Williams era famosa per le sue performance teatrali estreme, che includevano nudità parziale, esplosioni di attrezzature, spari con fucili e l'uso di motoseghe per distruggere chitarre. Wendy muore suicida nel 1998.
Contesto: la Williams agiva in un contesto estremo e fortemente maschilista. Per farsi rispettare doveva dimostrare il doppio. Se qualcuno avesse tentato di palparla, avrebbe reagito in modo molto deciso e aggressivo. Williams non tollerava comportamenti inappropriati e non esitava a difendersi fisicamente se necessario, con eventuali strascichi legali.
Elodie: difficile pensare a una figura più diversa. Donna bellissima e di successo, ha sempre puntato sulla propria avvenenza, dichiarandosi al contempo femminista. I detrattori la bacchettano proprio qui, accusandola di ipocrisia e incoerenza.
Opinione: non dubiti della buona fede di Elodie quando si dichiara femminista e rivendica la libertà di usare il proprio corpo come vuole, anche solo la gratificazione di essere bella e ammirata. Il fatto che, a più riprese, si sia dichiarata femminista non è una contraddizione. Però tutte le libere scelte di Elodie la portano allo stereotipo della cantante sexy, da sempre ben accetto.
Posizioni: Non risulta che la Williams abbia mai rivendicato posizioni femministe; certo è che si è imposta a modo suo, secondo le sue regole, rischiando tutto ad ogni passo. Elodie, a differenza di Wendy, non ha mai rischiato nulla: aveva i mezzi, e li ha utilizzati, per incarnare un bellissimo stereotipo. Vorresti vedere da lei più sostanza e coraggio, allora.
Articolo: intro, WOW, contesto, Elodie, opinione, posizioni. Approfondisci dove ritieni necessario.
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