La macchina del fango contro Selvaggia Lucarelli

Il Dopo Festival è sempre stato un’appendice grottesca di Sanremo, una zona franca in cui si mischiano momenti di leggerezza, dichiarazioni sopra le righe e analisi più o meno centrate. In questa cornice, Selvaggia Lucarelli ha osato criticare il brano di Simone Cristicchi, sottolineandone la natura nostalgica e la retorica sui valori tradizionali. Nulla di straordinario, in teoria: è il ruolo della critica, analizzare e commentare. Ma in un’Italia che si piega sempre più a un certo revisionismo culturale, guai a toccare gli idoli della nuova destra.

Cristicchi, da qualche tempo, è diventato il cantautore di riferimento per quella fetta di pubblico che sogna un ritorno all’Italia dei buoni sentimenti, della famiglia tradizionale e della morale cattolica. Non stupisce, dunque, che il governo Meloni lo abbia praticamente adottato come simbolo artistico di questa stagione politica. E non stupisce nemmeno che chiunque lo critichi venga trascinato nel solito tritacarne mediatico.

L’attacco di Silvana De Mari: un’aggressione personale

A raccogliere il testimone della polemica ci ha pensato La Verità, con un articolo di Silvana De Mari che non si è limitata a difendere Cristicchi, ma è andata dritta alla demolizione personale di Lucarelli. E quando diciamo personale, intendiamo nel senso più violento e abietto del termine.

De Mari ha infatti ripescato un episodio privato della vita di Lucarelli – il suo aborto – usandolo come arma di delegittimazione, come se quella scelta fosse una macchia, un’onta da farle scontare per sempre. Non una critica alle sue idee, ma un attacco alla sua persona, al suo corpo, alle sue scelte intime. Non si tratta di un’eccezione, ma della regola: se una donna si espone pubblicamente e sfida il potere, prima o poi arriverà qualcuno a ricordarle che il suo corpo non le appartiene, che le sue decisioni riproduttive sono affare di tutti, che dovrà pagare un prezzo più alto rispetto a un uomo.

Dalla critica all’odio: il solito schema della violenza di genere

L’attacco alla Lucarelli è significativo perché segue un copione già visto troppe volte. Una donna prende posizione su un argomento sensibile, tocca un nervo scoperto della destra culturale e subito si scatena la macchina del fango. Ma non con argomentazioni, non con un dibattito nel merito. Si passa direttamente all’attacco personale, al corpo, alla morale, alle scelte di vita. È il modo più rapido ed efficace per rimettere una donna “al suo posto”.

È lo stesso meccanismo che abbiamo visto con altre giornaliste, attiviste, politiche. Un’opinione scomoda diventa l’occasione per trascinare in pubblico la loro vita privata, per insinuare, denigrare, screditare sul piano personale e non professionale. E quando si tratta di aborto, l’offensiva diventa ancora più feroce, perché in Italia una donna che decide di interrompere una gravidanza è ancora vista come qualcuno da processare, da redimere, da punire.

Un clima avvelenato e un governo che legittima l’odio

Il problema non è solo De Mari, né solo La Verità. Il problema è il clima che permette e legittima questo tipo di violenza. Un clima in cui il corpo delle donne è ancora un campo di battaglia ideologico, in cui chiunque osi sfidare la narrazione dominante viene demolito senza pietà, in cui la destra al governo non si limita a difendere le proprie idee, ma pretende di annientare chiunque non le condivida.

Non è un caso che tutto questo accada in un momento storico in cui il governo sta cercando in ogni modo di ridisegnare il ruolo della donna nella società: meno diritti, meno autodeterminazione, più controllo. Non è un caso che si cerchi di costruire un modello di femminilità subordinata, materna, devota. E non è un caso che chi non ci sta venga aggredita con questa violenza.

Il messaggio è chiaro: se sei una donna, e se non ti adegui al modello imposto, verrai colpita con ogni mezzo possibile. Oggi è Lucarelli, domani sarà qualcun’altra. Ma il copione non cambia.

(Roberto De Santis)

Prompt:

Intro: Selvaggia Lucarelli ha criticato il brano di Simone Cristicchi durante il Dopo Festival e successivamente in un articolo sulla sua newsletter. Cristicchi rappresenta valori tradizionali e conservatori, apprezzati dal governo Meloni. È visto come un simbolo del ritorno alla tradizione e ai valori familiari.

Reazione: In risposta alle critiche di Lucarelli, Silvana De Mari ha pubblicato un articolo su La Verità, attaccando Lucarelli in modo personale e violento. De Mari ha utilizzato dettagli privati della vita di Lucarelli, come il suo aborto, per denigrarla.

Violenza: L'attacco alla Lucarelli non è solo professionale ma personale, mirato alla sua scelta di abortire. Questo rappresenta una violenza di genere, poiché l'attacco è rivolto alla donna e non alla giornalista.

Implicazioni: La vicenda mette in luce come le donne siano attaccate ogni volta che sfidano le aspettative sociali, in un clima di violenza e discriminazione contro le donne, legittimato da chi governa.

Articolo: intro, reazioni, violenza, implicazioni. Prosegui poi sulla linea tracciata dall'articolo.

Assumendo personalità e stile di scrittura di Roberto De Santis, scrivi un articolo; usa un tono polemico.

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