Il trittico dello specchio: Jeff Walker, la vicina di pianerottolo e Brooke Shields

Le sopracciglia di Jeff Walker sono folte, dritte, arcuate verso la fine. Un tratto che, sorprendentemente, lo unisce a Brooke Shields. Chi l’avrebbe mai detto? Il musicista dei Carcass e la modella icona degli anni ’80 hanno almeno un punto in comune. Certo, lui incide dischi death metal e lei sfila con Ralph Lauren, ma questa è una di quelle piccole connessioni che fanno sembrare il mondo un posto più coeso, o almeno più strano.

Poi c’è la vicina di pianerottolo. Donna robusta, simpatica, con una certa classe nell’adattare il guardaroba alla propria figura. È nata lo stesso giorno di Brooke Shields, il 31 maggio 1965, e la prende con filosofia: “Lei è più alta, più bella e più ricca di me… ma io peso sicuramente di più!” Un esempio da manuale di body positivity autentica, priva di frasi prefabbricate e hashtag preconfezionati.

Ecco, abbiamo un trittico. Tre persone diversissime ma collegate da qualche filo sottile e arbitrario: le sopracciglia di Jeff Walker, la data di nascita della vicina, la radiosa onnipresenza di Brooke Shields. Ma perché ci piace tanto trovare punti di contatto con chi è più in alto di noi nella scala della celebrità?

La ricerca di identificazione: vogliamo essere un po’ famosi anche noi

La risposta è semplice: le persone vogliono riconoscersi nelle figure di successo. È un meccanismo umano, primitivo, ma oggi più che mai fuori controllo. Un tempo si sognava di diventare famosi per meriti straordinari, oggi si pretende di vedere riflessa la propria vita in quella delle celebrità. Il ragionamento di base è: “Se abbiamo qualcosa in comune, vuol dire che anch’io potrei essere speciale”.

Ecco perché le star sono peggiorate. Il mondo aveva bisogno di Elizabeth Taylor, non della casalinga di Vimercate con la vernice semipermanente e il profilo TikTok. Elizabeth Taylor era un essere mitologico, distante e splendente, un’icona intoccabile. Oggi, invece, la narrazione delle celebrità ci impone personaggi che ci somigliano. E questo, diciamolo, è un dramma.

L’epoca della celebrità accessibile (e del velleitarismo imperante)

Un tempo si diventava famosi perché si era migliori degli altri: più talentuosi, più belli, più capaci, più carismatici. Oggi la strategia vincente è un’altra: essere normali, ma davanti a una telecamera. Si coltiva l’illusione che chiunque possa emergere, basta volerlo. La differenza tra te e Chiara Ferragni? Lei ci ha provato, tu no. Il che è, ovviamente, falso.

Il velleitarismo regna sovrano. Si vuole essere riconosciuti senza aver fatto nulla di rilevante. Non importa scrivere, cantare, dipingere o recitare bene: basta esserci, partecipare, raccogliere like. Il problema è che il pubblico non si accontenta più di ammirare: vuole identificarsi. Ed ecco che anche la star deve risultare imperfetta, vulnerabile, “una di noi”.

Brooke Shields, per dire, oggi è presidente del sindacato attori e pubblica su Instagram foto con le figlie, naturalmente bellissime. Un tempo sarebbe stata irraggiungibile, ora ce la immaginiamo mentre mangia insalata sul divano e si lamenta delle rughe.

La suscettibilità moderna: la gloria senza lo sforzo

C’è poi il problema della suscettibilità. La generazione cresciuta con l’idea che tutti possono essere speciali non accetta di essere normale. Guai a dire che una persona non ha talento, non è bella o non ha nulla di interessante da dire. Se lo fai, sei tossico, cattivo, probabilmente un hater.

E allora ecco il paradosso: vogliamo identificazione, ma allo stesso tempo abbiamo paura del confronto reale. Perché se qualcuno è davvero più bravo, più bello o più intelligente, tocca ammettere che forse non basta esistere per essere speciali.

Morale della favola: ridateci gli dei

Torniamo al trittico iniziale:

  • Jeff Walker ha le sopracciglia come Brooke Shields, ma suona nei Carcass e fa una vita radicalmente diversa.
  • La vicina di pianerottolo è nata lo stesso giorno di Brooke Shields, ma sa benissimo di non essere Brooke Shields.
  • Brooke Shields è ancora una splendida donna di successo e vive benissimo senza sapere dell’esistenza degli altri due.

Ecco come dovrebbe funzionare il mondo: con la consapevolezza che alcuni sono più dotati di altri, e va bene così. Ma oggi questo concetto è diventato inaccettabile. Bisogna essere tutti belli, tutti validi, tutti speciali, altrimenti ci si sente offesi.

Ridateci le star irraggiungibili, quelle che fanno sognare invece di rassicurare. Elizabeth Taylor non aveva bisogno di somigliarti per essere una leggenda. E Brooke Shields è ancora meravigliosa, ma per fortuna non lo deve a te.

(Margherita Nanni)

Prompt:

Sopracciglia di Jeff Walker: folte, dritte, arcuate verso la fine. Un tratto che, sorprendentemente, lo unisce a Brooke Shields. Non va dimenticato, a parte questo, che Walker è un musicista di talento, e lo ha recentemente confermato al concerto dello scorso luglio a Genova, dove i sui Carcass hanno infiammato la folla.

Vicina di pianerottolo: una simpaticissima donna di circa 1,75 m per un centinaio di chili, con un bel viso e l'indubbia capacità di vestirsi in maniera adeguata alla sua stazza; condivide la data di nascita con Brooke Shields (31/05/1965). A riguardo, dice: "Lei è più alta, più bella e più ricca di me... ma io peso sicuramente di più!" - questa sì che è body positivity.

Brooke Shields: 59 anni, meravigliosa, attrice, modella, imprenditrice, di recente eletta presidente del sindacato attori, una vita ricca di alti e bassi da cui si è sempre ripresa - oggi, vedere il suo Instagram richiede gli occhiali da sole, perché la radiosa bellezza emanata dalle foto assieme alle figlie (naturalmente bellissime) può fondere le retine incaute.

Trittico: la vicina e Jeff Walker hanno, ciascuno, qualcosa che li unisce a Brooke Shields; Jeff Walker e Brooke Shields stanno al di là della linea di confine delle persone famose per doti effettive, frutto sia di natura che di studio, applicazione, opportunità; la vicina è una persona tranquilla e di buon carattere, e non ha alcun problema a riconoscere che Brooke Shields e Jeff Walker hanno qualcosa che lei non ha.

Ricerca di identificazione e validazione personale: Le persone spesso cercano nelle figure di successo caratteristiche, esperienze o valori che rispecchiano i propri, perché questo le aiuta a sentirsi comprese e a confermare che i loro sogni e aspirazioni sono raggiungibili. In altre parole, vedono nelle persone di successo una versione potenziata di sé stessi, piuttosto che un’entità distante e irraggiungibile.

Peggioramento delle celebrità: il risultato è che abbiamo star e celebrità che ci somigliano. Ed è indubbiamente un male. Elizabeth Taylor era irraggiungibile per la casalinga di Vimercate, e infatti era Elizabeth Taylor.

Articolo: Sopracciglia di Jeff Walker, Vicina di pianerottolo, Brooke Shields, trittico, Ricerca di identificazione e validazione personale, peggioramento delle celebrità. Approfondisci dove ritieni necessario, senza trascurare il velleitarismo e la suscettibilità dilaganti.

Assumendo background, personalità e stile di scrittura di Margherita Nanni, scrivi un articolo. Usa un tono pungente, ironico e divertito.

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