Putin e Trump: Sfruttare le Risorse Ucraine

Vladimir Putin ha lanciato una proposta a Donald Trump che suona come una mossa da grande stratega o da disperato in cerca di ossigeno: sfruttare le risorse minerarie delle regioni ucraine annesse dalla Russia per costruire un futuro “forte e indipendente”. Un’idea che, tradotta dal lessico della propaganda del Cremlino, significa “usiamo i tesori dell’Ucraina per finanziare la nostra macchina da guerra”. La notizia, rimbalzata sulle colonne della TASS, conferma che il leader russo sta trasformando la guerra in un’operazione di saccheggio industriale su scala globale.

Nel frattempo, l’Institute for the Study of War (ISW) ha pubblicato una mappa interattiva che illustra nel dettaglio la ricchezza mineraria delle zone sotto occupazione russa. Dietro la patina geopolitica, il vero piano di Putin non è solo un corridoio terrestre fino alla Crimea, ma il controllo di risorse chiave che gli permettano di finanziare il suo esercito e aggirare le sanzioni.

Un corridoio di soldi, non solo di terra

Il Cremlino non sta cercando solo di collegare la Crimea al Donbass con un corridoio di terra. Sta creando un’autostrada di materie prime per il proprio complesso militare-industriale. Il litio, il titanio e le terre rare presenti in Ucraina non sono semplici risorse: sono il carburante della tecnologia moderna, delle armi avanzate e delle industrie strategiche.

Questa guerra è costosa, e il Cremlino lo sa bene. Per questo Putin vuole trasformare i minerali ucraini in un’arma economica. Con il gas ha reso l’Europa dipendente per anni, ora potrebbe ripetere lo stesso schema con i metalli rari, vendendoli a peso d’oro ai paesi che non hanno ancora tagliato i ponti con Mosca. Chiudendo il rubinetto, potrebbe strangolare intere catene di approvvigionamento occidentali.

Nel frattempo, il bottino della guerra serve anche per la modernizzazione dell’industria bellica russa. Con l’Occidente che tenta di bloccare l’export di tecnologia, Putin ha bisogno di risorse per costruire autonomamente tutto ciò che non può più importare.

Il gioco sporco del Cremlino

Putin ha affinato la sua strategia di conquista silenziosa. Non si accontenta di vincere sul campo di battaglia: vuole mettere al potere in Ucraina un governo fantoccio, come ha provato a fare in Georgia. Un oligarca prono agli interessi di Mosca, che svenderebbe le risorse ucraine con il sorriso stampato sul volto.

Nel frattempo, dentro la Russia, Putin sta epurando la vecchia guardia e distribuendo il potere tra i fedelissimi. Shoigu è stato rimosso, il figlio di Patrushev e la nipote di Putin occupano ruoli chiave nel Ministero della Difesa. È il Cremlino che si rifà il look: meno ufficiali vecchio stampo, più lealtà assoluta.

La guerra che arricchisce gli oligarchi e svuota il Donbass

Il Donbass non è più solo un terreno di guerra, ma un cimitero a cielo aperto. Putin ha svuotato la regione di uomini, mandandoli al fronte come carne da macello, mentre gli oligarchi rimasti si spartiscono quello che resta. I morti russi ufficiali non includono le perdite delle “repubbliche autonome” del Donbass, un comodo trucco contabile per mascherare la carneficina.

Per riempire i buchi nelle linee, il Cremlino ha rilanciato con incentivi monetari da capogiro per i volontari. Un soldato costa ai bilanci regionali più di quanto le amministrazioni possano permettersi. I morti vengono compensati con una Lada nuova di zecca alle famiglie, mentre gli oligarchi ricevono in premio ville e yacht in quello stesso Occidente che, a parole, Putin disprezza.

L’accordo per il futuro dell’Ucraina

Trump ha fiutato il business e sta giocando la sua partita. Il piano prevede che il 50% dei proventi delle risorse ucraine venga destinato alla ricostruzione del paese, mentre gli Stati Uniti forniranno liquidità e strumenti finanziari per garantire stabilità economica. Un dettaglio cruciale è che questo fondo non servirà a ripagare i debiti con gli USA, ma a sostenere il paese nel lungo periodo.

Washington potrebbe usare questo schema per creare un’architettura finanziaria che vada oltre l’Ucraina, cercando accordi simili con l’Unione Europea. Durante il processo di adesione all’UE, i finanziamenti dovranno rispettare le normative europee, evitando che i soldi della ricostruzione finiscano esclusivamente nelle mani delle imprese americane. Questo aspetto sarà un terreno di scontro tra Bruxelles e Washington.

Trump apre i magazzini e cambia il gioco

Trump ha un’arma potentissima: i magazzini strapieni di armi americane. Se decidesse di riempire l’Ucraina di equipaggiamenti militari, trasformerebbe il paese in una potenza militare direttamente legata agli Stati Uniti, posizionata tra Russia ed Europa.

In questo scenario, il fondo per la ricostruzione diventerebbe un ulteriore collante tra Kiev e Washington. La dipendenza dell’Ucraina dall’aiuto militare e finanziario americano garantirebbe agli USA un’influenza stabile e duratura nella regione, rendendo difficile qualsiasi tentativo europeo di sganciarsi dalla linea dura americana.

Putin vuole i minerali per finanziare la guerra. Trump vuole l’Ucraina come bastione militare e partner commerciale. Il futuro dell’Europa si gioca su questo asse. E, come sempre, gli europei sono gli ultimi a dettare le regole del gioco.

(Serena Russo)

Prompt:

Intro: Vladimir Putin ha recentemente avanzato una proposta a Donald Trump riguardante i minerali critici presenti nelle regioni ucraine annesse dalla Russia. Questa proposta, riportata dalla TASS, sottolinea l'importanza strategica di queste risorse per il futuro della Russia. La mappa interattiva dell'Institute for the Study of War (ISW) evidenzia i depositi di minerali, aiutando a comprendere meglio gli obiettivi finali della Russia.

Corridoio: L'obiettivo di Putin non è solo creare un "corridoio di terra", ma anche sfruttare le risorse naturali ucraine per finanziare il suo esercito e prepararsi per future mosse. Le guerre sono costose e le risorse ucraine possono aiutare la Russia a ricostruire le sue forze armate. Alcuni stati potrebbero diventare dipendenti da questi minerali, creando una nuova forma di dipendenza simile a quella del gas russo. Questo permetterebbe alla Russia di modernizzare la sua industria bellica e aggirare le sanzioni internazionali.

Gioco: Putin mira a mettere al potere in Ucraina un oligarca pro-russo, replicando quanto avvenuto in Georgia. Putin utilizza ogni ideologia per aumentare il suo potere, rimuovendo figure chiave come Shoigu e spartendo le posizioni di rilievo con Patrushev. La nipote di Putin e il figlio di Patrushev ora occupano posizioni di rilievo nel Ministero della Difesa.

Guerra: La guerra ha permesso a Putin di svuotare il Donbass della sua popolazione e creare nuovi oligarchi fedeli. I morti russi documentati non includono quelli delle "repubbliche autonome" del Donbass. Per compensare le perdite, Putin ha aumentato gli incentivi monetari per i volontari, con un costo significativo per i bilanci regionali. Gli eredi dei caduti ricevono una nuova Lada, mentre gli oligarchi ottengono ville e yacht nel "corrotto occidente".

Accordo: prevede che il 50% delle vendite delle risorse ucraine sarà utilizzato per finanziare la ricostruzione del paese. Gli Stati Uniti contribuiranno con liquidità e strumenti finanziari, specificando chiaramente che il fondo creato non servirà a ripagare debiti con gli USA, ma a gestire le spese future per la ricostruzione. potrebbe preludere a nuovi, massicci aiuti da parte degli Stati Uniti. C'è ancora ampio spazio per negoziare soluzioni simili con l'Unione Europea. Durante il processo di adesione dell'Ucraina all'UE, il fondo dovrà rispettare la normativa europea, garantendo che i fondi per la ricostruzione non vadano esclusivamente alle imprese americane.

Esito: Trump potrebbe decidere di aprire gli enormi magazzini americani, riempiendo l'Ucraina di armi americane e trasformandola in una potenza militare direttamente legata agli USA, situata tra Russia e UE. In questo scenario, il rapporto commerciale gestito dal fondo fungerebbe da ulteriore collante. Questa mossa sarebbe estremamente efficace da parte di Trump, consolidando ulteriormente l'influenza americana nella regione.

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