Benigni e il Manifesto di Ventotene: la solita lezione televisiva

Poteva mancare l’ennesima lezione televisiva di Roberto Benigni? Certo che no. E infatti eccolo lì, ancora una volta, a salire in cattedra con il suo stile a metà tra il guitto e il predicatore, stavolta per cantare le lodi del Manifesto di Ventotene. Un’altra commovente perorazione alla causa europea, con la stessa enfasi che in passato aveva dedicato alla Divina Commedia, alla Costituzione e, perché no, al più appassionante dei testi civili: l’elenco telefonico di Taranto.

Per carità, lo spettacolo c’è. Benigni sa intrattenere e muove l’emozione collettiva con il mestiere consumato di chi ha trasformato la retorica in arte scenica. Ma resta sempre quell’inquietante retrogusto di celebrazione acritica, quell’entusiasmo quasi religioso che non ammette dubbi o obiezioni. Un po’ come quando ci ripeteva che la nostra è “la Costituzione più bella del mondo”.

Costituzione, Europa e domande che non si possono fare

Proprio la Costituzione e l’Europa, d’altronde, sono due temi che danno da pensare. “La hostituzione più bella di’ mmondo, larillalero!”, diceva l’Oracolo Benigni, e l’audience lo applaudiva rapita. Ricordo ancora la sua lettura solenne a Sanremo, un momento in cui un intero popolo passava nel giro di pochi minuti dalle ricette di Giallo Zafferano ai sacri principi della Repubblica. Miracoli della televisione.

Ma a ben vedere, che senso ha dire che una costituzione è “la più bella del mondo”? In base a quali parametri? Paragonata a quali altre? C’è una giuria internazionale di costituzionalisti che l’ha valutata con una scala estetica, magari con voti da 1 a 10 come a Ballando con le Stelle?

Io, dal basso della mia normalissima laurea in giurisprudenza, non saprei proprio cosa dire. Perché una costituzione, più che bella, dovrebbe essere efficace. E qui il discorso cambia parecchio.

Il sistema elettorale e la magia della Costituzione più bella del mondo

Prendiamo il sistema elettorale italiano. Per anni ci hanno detto che era l’unica espressione possibile della Costituzione Più Bella Del Mondo. Un sistema che, nella sua evoluzione, ha prodotto una maggioranza parlamentare senza una posizione comune sulla politica estera e un’opposizione altrettanto disorganizzata. Un sistema che rende quasi impossibile governare in maniera coerente e che genera alleanze innaturali, unite solo dal terrore di perdere il posto.

Non a caso, c’è stato chi ha cercato di cambiarlo. I Radicali, per esempio, che sull’argomento hanno costruito una delle loro tante battaglie. Ma anche la famigerata P2, che oltre a voler privatizzare la RAI – mossa che avrebbe sottratto il servizio pubblico al controllo dei partiti – spingeva per una riforma in senso uninominale. L’idea, evidentemente, era quella di semplificare il quadro politico e permettere ai cittadini di sapere esattamente chi li rappresenta, senza doversi perdere in alchimie di coalizioni e liste bloccate.

Ebbene, fortunatamente siamo riusciti a impedire tutto questo! Abbiamo mantenuto un sistema che genera governi instabili, rimpasti continui e maggioranze che cambiano faccia alla velocità con cui si gira una frittata. Perché, come ci insegna Benigni, è la bellezza che conta, mica l’efficacia.

L’eterna lezione morale

La verità è che siamo ancora prigionieri di una narrazione che si nutre di sentimentalismi e grandi dichiarazioni solenni, ma che evita accuratamente i dettagli scomodi. Perché Benigni, con la sua capacità di commuovere, di scaldare i cuori e di creare momenti televisivi iconici, è perfetto per un’Italia che ama le favole e diffida della realtà.

E così, dopo la Divina Commedia, la Costituzione e la lista degli abbonati Telecom, siamo passati al Manifesto di Ventotene. Sempre con la stessa enfasi, la stessa retorica, lo stesso meccanismo emotivo. Ma forse, più che applaudire e commuoverci, dovremmo iniziare a porci qualche domanda in più.

(Francesco Cozzolino)

Prompt:

Intro: poteva mancare la lezione televisiva di Roberto Benigni, stavolta sul Manifesto di Ventotene, oggetto di commovente perorazione alla causa europea, in maniera simile a quanto fatto in passato per la Costituzione, la Divina Commedia e l'elenco telefonico di Taranto?

parte 0: proprio la Costituzione e l'Europa ti hanno dato da pensare. "la hostituzione più bella di' mmondo, larillalero!" diceva L'oracolo Roberto Benigni, che ne ha letto brani a Sanremo più volte, commovendo così un'audience che fino a pochi minuti prima non era mai andata oltre le ricette di Giallo Zafferano.

parte 1: dire che una costituzione sia "la più bella del mondo" è piuttosto insensato. In base a quali parametri? Paragonata a quali altre? Ma soprattutto, il giudizio lo danno dei costituzionalisti internazionali? Io, dal basso di una normalissima laurea in giurisprudenza, non saprei proprio cosa dire.

parte 2: Il sistema elettorale italiano, considerato un'espressione unica e necessaria della Costituzione Più Bella Del Mondo, ha prodotto una maggioranza senza una posizione comune in politica estera, e un'opposizione altrettanto disorganizzata. I radicali erano ossessionati dall'idea di cambiarlo, e anche la P2 aveva questo obiettivo, insieme alla privatizzazione della RAI e alla modifica del sistema elettorale verso un modello uninominale. Fortunatamente, siamo riusciti a impedire questi cambiamenti!

Articolo: intro, parte 0, parte 1, parte 2. Approfondisci dove ritieni necessario.

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