
Ricordate l’ivermectina, durante la pandemia? Quel farmaco antiparassitario spacciato da alcuni come cura miracolosa per il COVID-19, nonostante le evidenze scientifiche dicessero tutt’altro? Bene, questa è la storia di Danny Lemoi, l’uomo che ha passato anni a ingerire ivermectina veterinaria e a convincere migliaia di persone a fare lo stesso. Indovinate un po’? È morto. E non di un misterioso complotto farmaceutico, ma per gli stessi effetti collaterali che la scienza aveva già ben documentato.
Danny Lemoi: influencer dell’ivermectina (e vittima della sua stessa propaganda)
Danny Lemoi viveva a Foster, Rhode Island, e da oltre dieci anni assumeva ivermectina destinata agli animali per curarsi dalla malattia di Lyme. Quando è scoppiata la pandemia, ha visto l’opportunità di trasformare la sua bizzarra abitudine in una crociata: ha aperto un canale Telegram chiamato Dirt Road Discussions, che in poco tempo ha raccolto migliaia di seguaci.
Lemoi non si limitava a sostenere che l’ivermectina funzionasse contro il COVID-19: ne promuoveva l’uso quotidiano, anche su bambini. Sì, avete letto bene: suggeriva di dare ai più piccoli un farmaco veterinario non testato per l’uso umano a dosaggi che avrebbero fatto rabbrividire qualsiasi medico.
I suoi follower lo veneravano. Per loro era la prova vivente che il farmaco funzionava, che “loro” (Big Pharma, il governo, chiunque non fosse d’accordo) mentivano.
Poi, il 3 marzo 2023, Lemoi è morto improvvisamente.
Un cuore ingrossato e la realtà che bussa alla porta
La causa della sua morte? Cardiomiopatia ipertrofica, un comune effetto collaterale dell’ivermectina assunta a lungo termine.
Era tutto scritto nei foglietti illustrativi, nelle linee guida mediche, negli avvertimenti della FDA. Ma la comunità di Dirt Road Discussions non si è lasciata fermare.
Anzi, la sua morte è stata usata per alimentare ancora di più la narrazione complottista. I moderatori del canale hanno dichiarato che la causa della morte di Lemoi fosse “sconosciuta” (no), e che comunque non c’era alcuna prova che fosse stata colpa dell’ivermectina (sbagliato).
Nel frattempo, i follower hanno continuato a scambiarsi aggiornamenti inquietanti. Messaggi del tipo:
- “Ho il cuore che batte strano da qualche giorno. Qualcuno sa se è normale?”
- “Mi gira la testa spesso. Sarà la detox?”
E invece no, probabilmente erano i primi segnali di problemi cardiaci. Ma nel mondo della pseudoscienza, ogni sintomo viene reinterpretato per adattarsi alla narrazione.
Ivermectina: quando la scienza parla chiaro (e nessuno la ascolta)
L’ivermectina è un farmaco utile. Per gli esseri umani, a dosaggi controllati e per trattare malattie specifiche, come l’oncocercosi o la strongiloidosi.
Ma contro il COVID-19? No. Gli studi seri lo hanno dimostrato, l’OMS e la FDA lo hanno ripetuto in tutte le lingue: non funziona.
E non è solo una questione di inefficacia: assumere ivermectina veterinaria è pericoloso. I dosaggi sono pensati per cavalli e mucche, non per un essere umano di 70 kg. I rischi?
- Danni neurologici (convulsioni, allucinazioni, coma)
- Problemi respiratori
- Danni al fegato e ai reni
- Insufficienza cardiaca
E, come Lemoi ha tragicamente dimostrato, anche la morte.
Dai guru delle cure miracolose ai ciarlatani 2.0
Danny Lemoi non è stato né il primo né l’ultimo influencer a giocare con la salute pubblica. La storia è piena di figure simili:
- Luigi Di Bella, che negli anni ‘90 promuoveva una terapia antitumorale a base di somatostatina senza prove scientifiche valide.
- Davide Vannoni, con il metodo Stamina, una “cura” con cellule staminali che si è rivelata un’enorme truffa sulla pelle dei malati.
Oggi, con i social media, tutto è ancora più veloce e incontrollabile. La pandemia ha creato un esercito di nuovi “esperti”, pronti a diffondere ogni sorta di sciocchezza a un pubblico disposto a crederci.
E la cosa peggiore? Molti pagano con la vita.
Perché se un farmaco non funziona, la malattia progredisce. E se il farmaco è tossico, i danni sono doppi.
La morale della storia (che nessuno imparerà)
Se c’è qualcosa che la vicenda di Danny Lemoi ci insegna, è che la disinformazione uccide davvero.
Il problema è che chi ne cade vittima spesso non se ne accorge in tempo. E nel frattempo, nuovi Lemoi emergono, pronti a riempire il vuoto lasciato dai loro predecessori.
Perché la scienza è noiosa, i dati sono complessi, e credere in una cura segreta è molto più confortante. Anche se può costarti la vita.
(Giulia Remedi)
Prompt:
Intro: ricordate l'ivermectina, durante la pandemia?
parte 1: Danny Lemoi, un influencer che promuoveva l'uso di ivermectina veterinaria, un farmaco antiparassitario destinato agli animali, come trattamento per il COVID-19. Lemoi, che viveva a Foster, Rhode Island, ha assunto quotidianamente ivermectina veterinaria per oltre un decennio, inizialmente per trattare la malattia di Lyme1. Durante la pandemia, ha lanciato un canale Telegram molto popolare, "Dirt Road Discussions", dove incoraggiava migliaia di follower a usare il farmaco, anche sui bambini.
parte 2: Il 3 marzo 2023, Lemoi è morto improvvisamente, e la causa della sua morte è stata attribuita a un comune effetto collaterale dell'ivermectina: l'ingrossamento del cuore. Nonostante la sua morte, gli amministratori del suo canale continuano a diffondere disinformazione sull'ivermectina, mentre i follower condividono i loro sintomi preoccupanti e mettono in dubbio la sicurezza del farmaco.
parte 3: l'ivermectina per uso umano è efficace per trattare alcune malattie gravi, ma non è un trattamento valido per il COVID-191. L'assunzione di dosi elevate di ivermectina veterinaria può causare gravi effetti collaterali, tra cui convulsioni, coma, problemi polmonari e cardiaci - e pure peggio, come abbiamo visto.
parte 4: riflessioni ad ampio raggio sugli "influencer medici". Ricorda i casi Di Bella e Vannoni in Italia.
Articolo: intro, parte 1, parte 2, parte 3, parte 4. Approfondisci dove necessario.
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