Viaggio nel Paese Che Ha Paura del Futuro

A volte penso di vivere in un Paese di idioti.
Poi mi fermo, faccio un bel respiro, rifletto con calma.
E mi rendo conto che sì, effettivamente è così.

Medici e intelligenza artificiale: il futuro che ignoriamo

Fra pochi anni — non decenni, anni — ogni medico avrà un assistente AI nel taschino. Un algoritmo che suggerisce diagnosi, propone terapie personalizzate, monitora parametri vitali in tempo reale. Non stiamo parlando di fantascienza, ma di strumenti già in fase avanzata di sperimentazione o in uso clinico in altri Paesi.

E non solo i medici: anche i pazienti saranno più consapevoli, più informati, più coinvolti nel proprio percorso di cura grazie all’AI generativa. Il cambiamento è in atto. Sta accadendo ora, mentre leggiamo queste righe.

E le università italiane?
Fermo immagine.
Silenzio.

Nessun corso serio sull’impiego clinico dell’intelligenza artificiale.
Nessuna formazione interdisciplinare.
Nessun dibattito etico strutturato. Solo qualche convegno qua e là, un paio di slide e tanti, troppi “non ci compete”.

Siamo in piena rivoluzione, ma nelle aule universitarie italiane si insegna medicina come se fossimo ancora nel 1995.

Serve leadership, non solo competenza

Se non agiamo ora, sarà Big Tech a guidare la trasformazione della sanità. E sappiamo bene che il loro obiettivo non è la salute pubblica, ma il profitto.

Per questo serve una nuova leadership clinica.
Medici che non solo sappiano usare l’AI, ma che siano capaci di guidarla.
Che sappiano decidere quando fidarsi della macchina e quando no.
Che proteggano la relazione medico-paziente in un’epoca dominata dagli algoritmi.
Che facciano innovazione senza sacrificare l’etica.

La tecnologia non è neutrale. O la governi, o la subisci.
E al momento, in Italia, la stiamo subendo.

OGM: la scienza è tornata, ma la politica è ancora nel medioevo

Nel frattempo, come se non bastasse il ritardo digitale, torna in scena un vecchio spauracchio: gli OGM.

La segretaria del PD, Elly Schlein, in questi giorni ha dichiarato che bisogna “fermare gli OGM nei campi italiani” perché “mettono a rischio l’ambiente e la biodiversità”. Peccato che si parli delle New Genomic Techniques (NGT), molto più precise degli OGM di prima generazione.

Peccato che le NGT permettano di sviluppare varietà resistenti alla siccità e ai parassiti senza inserire geni esterni. Peccato che siano approvate dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare.

Ma nel dibattito pubblico tutto questo scompare.
Resta solo la parola totem: OGM.
E con lei, la paura.

Una paura trasversale, che unisce la destra nostalgica del mulino bianco alla sinistra del chilometro zero.
Una paura che ci fa dire no alla scienza, in nome di un ambientalismo emotivo e senza basi.

Verso un’Italia amish, ma con l’orgoglio del passato

Ancora qualche anno e venire in Italia sarà come salire su una macchina del tempo.
Non perché conserviamo bene il patrimonio culturale — che pure sarebbe un vanto — ma perché rifiutiamo ogni passo verso il futuro.

Saremo gli Amish d’Europa, e ce ne vanteremo pure.
Con fierezza.

Intanto vado a farmi un panino.
Con olio di palma, grano OGM resistente alla siccità e prosciutto creato in laboratorio.

(Giulia Remedi)

Prompt:

Intro: a volte penso di vivere in un paese di idioti. Poi mi fermo, faccio un bel respiro e rifletto. Sì, effettivamente è così.

parte 1: Tra pochi anni, ogni medico avrà un assistente AI in tasca. E anche i pazienti saranno più informati, più consapevoli, più partecipi grazie all’AI generativa. Il cambiamento è già in corso. Ma le università? Ancora ferme al passato. Nessun corso sull’uso clinico dell’AI. Nessuna riflessione etica o pratica. Solo silenzio (o paura).

parte 2: Se non agiamo ora, saranno le big tech a guidare la trasformazione della sanità.
Con obiettivi molto diversi da quelli della medicina. Serve una nuova leadership clinica. Medici capaci di usare l’AI, ma soprattutto di guidarla. Per innovare, proteggere, decidere.

parte 3: parallelamente, torna lo spauracchio degli OGM. Faccio un riassunto delle idiozie dette da Elly Schlein in questi giorni sull'argomento, ma la cultura del sospetto è profonda e radicata da dx come da sx.

parte 4: ancora qualche anno e venire in Italia sarà l'equivalente di prendere una macchina del tempo. Saremo gli amish d'Europa, e ce ne vanteremo pure. E ora vado a farmi un bel panino all'olio di palma con grano OGM e prosciutto creato in laboratorio.

Articolo: intro, parte 1, parte 2, parte 3. Approfondisci dove necessario.

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