Il Luna Park dell’Odio

Negli ultimi anni, è passato quasi sotto silenzio. Pontida, quel raduno leghista che un tempo riempiva pagine e dibattiti, è diventato una consuetudine marginale. Ma col senno di poi bisogna ammetterlo: è un “vanto” tutto italiano, il laboratorio dove è stato sperimentato quel populismo sovranista e fascistoide che oggi corrode l’Occidente. In questo prato lombardo, Salvini ha costruito il suo teatrino: prima lo faceva in nome del “Nord che lavora”, poi in nome dell’“Italia che resiste”, ora in nome della sua stessa sopravvivenza politica.

La scenografia e il fantasma americano
Quest’anno, oltre alle solite bancarelle e alla retorica da sagra paesana, c’era una novità: un fantasma americano sul palco. Perché la Lega, da tempo, ha trasformato Pontida in un palcoscenico dove spaccia bestialità ideologiche per “tradizione”, mescolando folklore padano e odio universale. E quest’anno, prima di insultare i migranti e vomitare le solite frasi razziste, tutti in piedi – applauso compreso – per Charlie Kirk.

L’eroe importato
Charlie Kirk, attivista conservatore americano, ucciso pochi giorni prima. Un nome sconosciuto ai più, improvvisamente elevato a martire dalla Lega. Salvini lo ha celebrato come se fosse un patriota italiano, come se avesse lottato per la nostra terra. In realtà, era l’ennesimo tassello di un disegno grottesco: l’internazionale sovranista. Quelli che urlano “padroni a casa nostra” hanno bisogno di eroi globali, di importare simboli dalla destra americana, di sentirsi parte di una crociata mondiale. La contraddizione è talmente plateale da sembrare comica, ma l’applauso della folla la rende tragica.

Il repertorio stantio
Dopo il martirologio made in USA, ecco il copione di sempre. Vannacci, il generale del nulla, ha ringhiato contro la “società meticcia”, inventandosi persino la “rimigrazione”, parola nuova per vestire di modernità il più vecchio dei razzismi. Silvia Sardone, in un impeto di finezza, ha definito il velo islamico “sacco della spazzatura”. Un linguaggio da bar dello sport, ma sparato da un palco politico, trasformato in slogan. Poi il resto: promesse elettorali senza fondamento, come la flat tax universale, e l’urlo di Molinari sulla sicurezza, tanto per solleticare le paure più basse. È la politica come farsa: un susseguirsi di gag da cabaret, in cui l’unico talento è quello di urlare più forte degli altri.

Il luna park dell’odio
Pontida è ormai un luna park dell’odio. Un tendone da circo con pupazzi gonfiabili che vanno e vengono: da Bardella, il francese sovranista, fino a chi non si vergogna di ostentare saluti romani. La sostanza non cambia: inventare un nemico, demonizzarlo, e urlargli contro. Non c’è un progetto, non c’è un’idea, non c’è un futuro. Solo un cabaret fascistoide in salsa padana, condito da birra e salamelle, che si ripete ogni anno come un rituale consumato.

Il futuro che ci propongono
E davvero questo dovrebbe essere il futuro? Un futuro costruito sull’importazione di polemiche americane, su slogan razzisti, su una retorica che confonde rabbia con politica? È un futuro di rancore, di slogan pronti all’uso, di eroi presi in prestito da oltreoceano per mascherare il vuoto pneumatico di idee.

Pontida, oggi, non è più solo un raduno di partito: è il simbolo di un degrado culturale che rischia di contagiare tutto il Paese. Un palcoscenico in cui la politica si riduce a spettacolo, e lo spettacolo a caricatura. Ma dietro le risate amare resta la verità: quello che si mette in scena lì non è folklore innocuo, è il cuore marcio di un progetto politico che dell’odio ha fatto l’unico collante.

(Roberto De Santis)

Prompt:

intro: nel corso degli anni è finito un po' sotto silenzio, è diventato quasi marginale, eppure il raduno della Lega a Pontida, col senno di poi, è un "vanto" tutto italiano, un vero e proprio laboratorio di quel populismo sovranista e fascistoide che sta corrodendo il mondo occidentale.

parte 1: La Lega di Salvini ha trasformato Pontida in un palcoscenico per bestialità ideologiche spacciate per tradizione. Ma quest'anno c'era una novità: un fantasma americano sul palco.

parte 2: Prima degli insulti ai migranti e delle sparate razziste, tutti in silenzio (anzi, no, un applauso) per Charlie Kirk . L'attivista conservatore USA, ucciso pochi giorni prima, è stato elevato a martire da Salvini e soci. Perché la loro è ormai un'internazionale sovranista che cerca eroi globali, pur vantandosi di volere "padroni a casa nostra" . Una contraddizione grottesca.

parte 3: Poi, è andato in scena il solito repertorio: Vannacci, il generale del nulla, ha ringhiato contro la "società meticcia", proponendo per i migranti la "rimigrazione" . Un fumetto razzista da quattro soldi. Silvia Sardone ha definito il velo islamico "sacco della spazzatura". Il tutto condito da promesse irrealizzabili (flat tax per tutti) e l'urlo di Molinari sulla sicurezza, per raccogliere facili applausi.

parte 4: Pontida è puro luna park dell'odio. Una giostra di pupazzi gonfiabili (da Bardella francese ai saluti romani ) che si alternano sul palco per inventare un nemico e urlargli contro. Non c'è un progetto, solo un becero cabaret fascistoide in salsa padana.

parte 5: davvero questo è il futuro? Un futuro costruito sull'importazione di polemiche americane e sul rancore più becero?

articolo: intro, parte 1, parte 2, parte 3, parte 4, parte 5. Approfondisco dove ritengo necessario.

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