
Le elezioni regionali hanno confermato due evidenze inoppugnabili: primo, l’astensionismo non è più un fenomeno passeggero, ma una tendenza strutturale; secondo, l’idea che le minoranze rumorose rappresentino la maggioranza del Paese è ormai un cliché pericolosamente fuori dalla realtà. La democrazia, quella vera, si regge sulle maggioranze silenziose: gente che non scende in piazza, non fa scioperi e non twitta come se il mondo dovesse finire domani, ma che vota. E sono molti di più di quanto certi leader o commentatori credano.
Matteo Ricci e la bandiera palestinese: WTF moment
Prendiamo per esempio la recente campagna elettorale di Matteo Ricci, che ha avuto il suo momento “wow” quando, tra selfie e slogan, ha cominciato a sventolare la bandiera palestinese come fosse la nuova icona del progressismo regionale.
Per chi, come me, è cresciuto a guardare la sinistra vincere le elezioni regionali presentando persone concrete, radicate sul territorio, con proposte reali sui problemi reali dei cittadini, il colpo d’occhio è stato da WTF totale.
Sembra quasi che il simbolismo internazionale abbia preso il posto delle competenze locali. Un po’ come se il sindaco di un paesino in Toscana organizzasse un flash mob per la pace mondiale invece di sistemare le buche delle strade.
Competenza regionale vs. spettacolo simbolico
E qui veniamo al nocciolo della questione: perché costruire una campagna sulle cose che si possono realmente fare con le competenze di un consiglio regionale, quando puoi puntare su ciò su cui non avrai mai la minima influenza?
La sinistra pro-pal, dopo l’ondata di scioperi e le minacce di altri, ha cominciato a mostrare segni di cedimento. L’uomo della strada, quello che magari sospira “poveri bambini”, ha in realtà altre priorità: lavoro, trasporti, sanità, tasse locali. E non c’è bandiera o hashtag che tenga di fronte a problemi concreti che incidono ogni giorno sulla vita delle persone.
I campi larghi che mangiano voti
Le elezioni hanno anche mostrato un effetto collaterale dei cosiddetti campi larghi: quando due partiti storicamente incompatibili si alleano pur di “battere la destra”, finiscono per perdere voti da entrambe le basi elettorali.
Nel caso del PD e del M5S, i numeri parlano chiaro: il primo ha perso 30.000 voti, il secondo oltre 40.000. Gli elettori, evidentemente, non si sentono rappresentati da alleanze costruite solo sull’odio verso un avversario comune. Una lezione semplice: non puoi fare campagna con lo slogan “contro di loro” e sperare che funzioni.
Toscana, bookmaker e scenari improbabili
Guardando al futuro, e pensando al serraglio politico che si presenterà in Toscana, i bookmaker difficilmente darebbero fiducia ai numeri della sinistra. La combinazione di astensionismo crescente, simbolismo vuoto e campi larghi inefficaci crea uno scenario poco rassicurante.
La Toscana, tradizionalmente roccaforte di sinistra, rischia di scoprire quanto le bandiere, belle o meno, non coprano la distanza tra promesse simboliche e necessità reali dei cittadini.
Tornare alla sostanza
Il messaggio è semplice: la politica regionale non si vince con le bandiere straniere né con le alleanze forzate, ma con proposte concrete, competenze locali e la capacità di ascoltare le priorità della gente che ogni giorno apre la finestra e non twitta.
Altrimenti, anche la più bella bandiera del mondo resterà uno sfondo per le foto, e la sinistra continuerà a perdere voti silenziosamente, tra lo scroll dei social e il ronzio di una democrazia che va avanti comunque.
(Giancarlo Salvetti)
Prompt:
intro: Le elezioni regionali dimostrano due cose: che gli astenuti ormai sono sempre di più, ed il trend è in crescita - votano sempre meno persone, insomma; e che si tende a confondere le minoranze rumorose come maggioranze nel paese, ma la realtà è ben altra e alla fine la democrazia è fatta di maggioranze silenziose che non fanno manifestazioni e scioperi ma votano lo stesso. E sono molti di più.
parte 1: per esempio, mi ero perso che la campagna elettorale di Matteo Ricci fosse diventata una grande manifestazione pro-pal. Ieri sera mi sono trovata di fronte alle foto di lui che sventola la bandiera palestinese ed è stato un bel momento wtf. Io ero ancora fermo a quando la sinistra vinceva le regionali perché presentava persone concrete e legate ai problemi e alle esigenze del territorio.
parte 2: perché fare una campagna su ciò che hai il potere di fare con le tue competenze regionali quando puoi basarla su qualcosa su cui, non importa quale opinione hai in merito, non avresti la minima possibilità di interagire proprio per le tue competenze ? Aggiungo poi una cosa: il movimento pro-pal dopo l'ondata di scioperi e il fatto di minacciarne altri ha sicuramente cominciato a perdere consensi fra l'uomo della strada, quello che dice 'beh poveri bambini' ma poi alla fine ha ben altre priorità.
parte 3: Dimostrano anche che se fai campi larghi senza senso tra due partiti che si sono sempre odiati pur di “battere la destra” finisce che non si presentano al voto gli elettori di entrambi i partiti, esempio il PD che ha perso 30000 voti e il M5S (che poi di destra è) che ne ha persi oltre 40000.
parte 4: Pensando al serraglio che si presenterà in Toscana, i bookmaker non credo siano favorevoli.
Articolo: intro, parte 1, parte 2, parte 3, parte 4; approfondisci dove ritieni necessario.
Assumendo la personalità di Giancarlo Salvetti, scrivi un approfondito articolo dal tono tagliente, ironico e brillante.
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