I nuovi patrioti blu: come i “NatSec Democrats” stanno ridefinendo il volto dell’America post-Trump

Si è scritto molto anche in Italia sulle recenti vittorie democratiche nelle elezioni statali americane. Le luci dei riflettori si sono concentrate su figure mediatiche come Zohran Mamdani, il nuovo sindaco di New York, e Gavin Newsom, governatore della California e indiscusso maestro della comunicazione politica 2.0. Entrambi incarnano quel tipo di leadership social, glamour e progressista che piace ai media internazionali.
Eppure, mentre gli occhi del mondo seguono i loro tweet e i loro reel, altrove negli Stati Uniti si sta muovendo qualcosa di più profondo — e, forse, più rivoluzionario.
Un fenomeno che unisce patriottismo, pragmatismo e un nuovo senso civico.
Signore e signori, vi presento i NatSec Democrats.

I democratici con lo zaino militare

Mikie Sherrill, Abigail Spanberger, Jason Crow, Elissa Slotkin.
Quarantenni, volti determinati, curricula che sembrano usciti da un film di Kathryn Bigelow.
Sono i “National Security Democrats”: ex militari, veterani dei servizi d’intelligence, ufficiali che hanno servito in Afghanistan o in Iraq e che, invece di finire nei talk show patriottici di Fox News, hanno deciso di entrare… nel Partito Democratico.

È una rivoluzione silenziosa.
Sherrill, ex pilota della Marina, oggi è governatrice del New Jersey; Spanberger, ex agente CIA, ha appena strappato la Virginia ai repubblicani. Crow è un ex ranger dell’esercito, Slotkin un’ex analista della CIA: tutti accomunati da un senso di dovere istituzionale e da un’idea di America fondata non sull’ideologia, ma sulla responsabilità.

Hanno portato nel campo progressista qualcosa che, negli anni del trumpismo, sembrava perduto: la parola “patriottismo”.
Ma un patriottismo democratico, civile, non urlato. Fiero senza essere fanatico.

Quando il patriottismo scelse la libertà

La loro genesi politica è una storia da manuale.
Molti di loro non avevano mai pensato di entrare in politica. Sono stati spinti a farlo da Donald Trump: o, più precisamente, dal disgusto verso ciò che rappresentava.
La retorica isolazionista, la simpatia per i dittatori, l’assalto al Congresso del 6 gennaio: tutto questo per loro non era “politica”, ma un tradimento dello spirito americano.
Da qui la decisione di schierarsi, non tanto “a sinistra”, ma dalla parte della democrazia.

Trump, paradossalmente, ha creato una generazione di democratici che credono ancora nell’America delle istituzioni, nella Costituzione, nel servizio pubblico.
Sono ex ufficiali e analisti che hanno giurato di difendere la patria e che ora difendono la sua anima politica.

Pragmatismo contro spettacolo

Mentre Mamdani e Newsom dominano i social, i NatSec Democrats rifuggono la politica-spettacolo.
Non cercano lo scontro ideologico, ma il risultato concreto.
Collaborano con i repubblicani quando serve, ma senza piegarsi all’estremismo.
Parlano poco di “valori identitari” e molto di case, energia, sanità, inflazione.

Elissa Slotkin, ad esempio, ha costruito gran parte della sua campagna sull’espansione dell’offerta abitativa, spiegando — con toni da manager — che “un problema di affitti si risolve costruendo più case, non facendo tweet”.
Jason Crow ha spinto per una riforma della sanità che riduca i costi senza smantellare il sistema privato, e Spanberger ha impostato un piano di transizione energetica che mette d’accordo ambientalisti e produttori locali.

Il loro mantra è semplice ma rivoluzionario: “governare, non performare”.
E in un’epoca dominata dalla politica dei like, è un atto di ribellione silenzioso.

Le vittorie che cambiano la mappa

Le elezioni statali hanno confermato che questo approccio funziona.
Abigail Spanberger, in Virginia, ha vinto con un margine netto puntando sulla crisi economica e sul diritto all’aborto — un tema che ha mobilitato anche gli elettori moderati.
Ha ribaltato la maggioranza alla Camera statale, mandando un segnale chiaro a Washington.

Mikie Sherrill, nel New Jersey, ha trasformato un voto incerto in un trionfo, conquistando il governatorato grazie alla sua immagine di ex pilota disciplinata, pragmatica e competente.
Intanto, piccole ma significative vittorie democratiche in Georgia e Mississippi — due stati considerati “rossi” — indicano che la marea potrebbe cambiare direzione.
I repubblicani non sono più padroni incontrastati della “middle America”.

La speranza di una nuova stagione

Il piano autoritario di Donald Trump — tra minacce alla stampa, teorie complottiste e sbandate autocratiche — resta una minaccia concreta.
Ma le elezioni di quest’anno raccontano anche un’altra storia: quella di un elettorato che comincia a premiare la serietà, la compostezza e il coraggio morale.

I NatSec Democrats non sono influencer, ma amministratori. Non fanno proclami, ma scelte. Non vendono emozioni, ma soluzioni.
E, cosa non da poco, sono credibili.
In un’epoca di cinismo politico, incarnano una forma di patriottismo sobrio, fatto di istituzioni, di dovere, di rispetto.

C’è chi li considera un’anomalia, ma forse sono proprio loro il futuro del Partito Democratico: un’alternativa pragmatica, onesta e determinata a tenere in piedi ciò che Trump e i suoi epigoni hanno provato a demolire.

Perché, in fin dei conti, la lezione di queste elezioni è semplice:
l’America non ha bisogno di eroi social, ma di persone serie.
E se questa “onda blu” saprà trasformarsi in una diga, forse — per una volta — il patriottismo salverà davvero la democrazia.

(Giancarlo Salvetti)

Prompt:

intro: si è scritto molto anche in Italia sulle implicazioni di alcune vittorie democratiche in elezioni statali. Le attenzioni si sono rivolte in primo luogo a Zohran Mamdani, nuovo sindaco di New York, e a Gavin Newsom, governatore della California, carismatico e abilissimo coi media. Entrambi politici molto "social" e contemporanei. Voglio però raccontarvi un altro fenomeno estremamente interessante: i NatSec Democrats.

parte 1: Sono figure come le nuove governatrici Mikie Sherrill (New Jersey) e Abigail Spanberger (Virginia), e deputati come Jason Crow e Elissa Slotkin. Sono per lo più quarantenni, veterani delle forze armate o dei servizi intelligence.

parte 2: Sono stati spinti a candidarsi come democratici proprio da Donald Trump, percepito come "antipatriottico e antiamericiano", in una crisi di rigetto verso la sua retorica isolazionista e filo-dittatoriale.

parte 3: Sono poco interessati alla rissa ideologica e molto concentrati sul problem solving. Cercano la collaborazione con i repubblicani quando serve per risolvere problemi concreti. Disdegnano i politici che accumulano follower sui social ma non sanno risolvere i problemi pubblici. Considerano la Russia una minaccia e l'Europa il principale alleato degli USA, in netto contrasto con l'isolazionismo trumpiano. Affrontano temi come la crisi abitativa, il costo dell'energia e la sanità con un'attenzione manageriale alla fattibilità e sostenibilità finanziaria (es. espandere l'offerta di case per ridurre gli affitti) - credo che la nostra Emma Nicheli li adori già.

parte 4: Abigail Spanberger (ex CIA) ha vinto il governatorato con un ampio margine, focalizzando la campagna sulla crisi economica e il diritto all'aborto, e ribaltando la maggioranza alla camera statale. Mikie Sherrill (ex pilota della Marina) ha conquistato il governatorato nonostante lo stato sembrasse in bilico, grazie al suo profilo pragmatico. Vittorie simboliche ma significative in Georgia e Mississippi mostrano un'erosione del consenso repubblicano anche in territori tradizionalmente rossi.

parte 5: Il piano autoritario di Trump è ancora una minaccia concreta, ma queste elezioni offrono ragioni di ottimismo. Hanno dimostrato che L'elettorato sta premiando leader coriacei e coraggiosi che si oppongono alla deriva autoritaria. È emersa un'alternativa credibile e pragmatica nel Partito Democratico che unisce patriottismo, integrità istituzionale e attenzione ai problemi concreti dei cittadini. La speranza è che questa "onda blu" possa trasformarsi in un argine stabile e incoraggiare una resistenza più forte, anche all'interno del Partito Repubblicano.

Articolo: intro, parte 1, parte 2, parte 3, parte 4, parte 5; approfondisci dove ritieni necessario.

Assumendo la personalità di Giancarlo Salvetti, scrivi un approfondito articolo dal tono tagliente, ironico e brillante. Rendilo immersivo.

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