
Il Black Friday è alle porte!
E prima che vi fiondiate come salmoni controcorrente dentro centri commerciali e carrelli digitali, lasciatemi condividere qualche considerazione. Non per rovinarvi la festa, sia chiaro. Ma per evitare che vi ritroviate a pagare un router come se fosse un Rolex o una lavatrice come se fosse un SUV.
Perché c’è un dettaglio che quasi nessuno sta raccontando: i grandi colossi dell’Intelligenza Artificiale – OpenAI, Meta, Amazon, X e compagnia cantante – hanno prenotato quasi il 100% della produzione mondiale di memorie per i prossimi quattro anni. Non stiamo parlando di bruscolini: parliamo delle componenti fondamentali che fanno funzionare qualsiasi prodotto elettronico moderno.
E indovinate? Il 98% di queste memorie è fabbricato da tre aziende in croce. Risultato: per tutto il resto del mercato rimangono le briciole. E quando il buffet finisce, chi arriva dopo paga caro e salato.
Le conseguenze sono già visibili: carenza generale di componenti per gli altri produttori, aumenti di prezzo in corso e destinati a peggiorare parecchio. Non pensate solo ai computer o agli smartphone: qualsiasi oggetto con dentro una memoria è nella lista dei condannati. Router, elettrodomestici “smart”, automobili, monopattini elettrici, televisori, console… tutto. Se si accende, aggiorna firmware o si collega al Wi-Fi, preparatevi a sborsare di più.
E quindi sì: se avete in programma di acquistare un prodotto elettronico di cui avete realmente bisogno, forse è il caso di farlo in tempi brevi. Gli aumenti non sono una minaccia teorica da economista annoiato: sono qui, adesso, e diventeranno ancora più pesanti nei prossimi mesi.
Ma questo scenario non è solo una questione di mercato. È il lato nascosto – e comodamente ignorato – della corsa all’IA. Mentre la narrativa ufficiale parla di rivoluzione, progresso e umanità elevata a un nuovo livello di consapevolezza digitale, la realtà è molto più prosaica: questa “intelligenza” ha un appetito materiale gigantesco.
Per “apprendere” e funzionare, divora risorse fisiche su scala industriale. Energia elettrica in quantità tali che alcuni data center consumano più di intere nazioni. Componenti hardware prodotti da pochi oligopoli che ora drenano il mercato globale. L’IA non è un pensiero puro sospeso nell’etere: è una fornace sempre accesa che brucia elettricità, silicio e soldi.
E l’impatto concreto lo vedremo tutti: l’IA rischia di rendere più costoso e difficile anche solo comprare un telefono, una lavatrice o un’auto. Tutto per permettervi di generare immagini di donne nude a raffica o farvi scrivere la tesina di filosofia senza fatica.
Pensate al botto, quando scoppierà la bolla. Perché sì, arriverà. E quando succederà, scopriremo che abbiamo sacrificato l’elettronica di consumo globale sull’altare di un giocattolo digitale che, per ora, migliora più l’ego di chi lo usa che la società in cui viviamo.
Ma tranquilli: per il Black Friday ci sono gli sconti. Finché dura la merce.
(Giovanni Sarpi)
Prompt:
intro: il Black Friday è alle porte! Vorrei condividere con voi alcune considerazioni per meglio indirizzare i vostri acquisti.
parte 1: I grandi colossi dell'Intelligenza Artificiale (OpenAI, Meta, Amazon, X e altri) hanno prenotato quasi il 100% della produzione mondiale di memorie per i prossimi quattro anni. Considerato che il 98% di queste componenti essenziali è fabbricato da solo tre aziende, la disponibilità per tutti gli altri settori si sta drasticamente riducendo.
parte 2: Le conseguenze sono Carenza generale di componenti per gli altri produttori, Aumenti dei prezzi già in atto e destinati a peggiorare molto. L'effetto a catena colpirà non solo computer e smartphone, ma qualsiasi dispositivo con dentro una memoria: quindi router, elettrodomestici "smart", automobili, monopattini, televisori e console.
parte 3: Se avete in programma di acquistare un prodotto elettronico di cui avete bisogno, valutate di farlo in tempi brevi. Gli aumenti, già rilevanti, sono destinati a diventare molto più consistenti.
parte 4: Questo scenario non è solo una questione di mercato. È il lato meno discusso della corsa all'IA. Mentre si parla di rivoluzione e progresso, è il caso di notare che questa "intelligenza", oltre a sollevare questioni etiche e sul futuro del lavoro, sta mostrando un enorme appetito materiale. Per "apprendere" e funzionare, divora risorse fisiche su scala colossale: energia elettrica (i suoi data center consumano più di intere nazioni) e, come vediamo, i componenti fisici che sono il sangue di tutta la nostra elettronica di consumo.
parte 5: L'IA, spesso presentata come un'astrazione pura, ha un impatto molto concreto: rischia di rendere più costoso e difficile per tutti acquistare un telefono, una lavatrice o un'auto. E tutto per permettervi di generare immagini di donne nude a raffica. Pensate al botto, quando scoppierà la bolla.
articolo: intro, parte 1, parte 2, parte 3, parte 4, parte 5.
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