Diplomazia parallela: Trump, Rubio e il futuro dell’America

Del piano di pace Russia–Ucraina in 28 punti “sponsorizzato” dagli Stati Uniti vi ho già parlato giorni fa, e in termini non proprio lusinghieri. Ma quando pensi di aver toccato il fondo della geopolitica surreale, ecco che qualcuno ti passa una trivella.

Negli ultimi giorni sono emerse rivelazioni che aprono scenari talmente gustosi, talmente fantapolitici, che non si possono ignorare. Prendete tutto quello che segue cum grano salis, naturalmente. Però…

La diplomazia parallela dei fantasmi di Trump

Secondo recenti report – quelli con le fonti che iniziano con “emissari” e finiscono con “riservatissimo incontro a porte chiuse”, ovvero il pane quotidiano di ogni corrispondente estero – gli artefici del piano di pace sarebbero personaggi ben noti nell’orbita trumpiana: Jared Kushner, il genero onnipresente, e Steve Witkoff, l’amico immobiliarista riciclato in inviato speciale per la pace (perché no?).

E qui viene il bello: il piano sarebbe stato elaborato dopo incontri riservati con un alleato diretto di Putin.
Marco Rubio – piccolo dettaglio – non ne sapeva nulla. Ricordiamo che Rubio non è “uno qualsiasi”: è il Segretario di Stato.

È a questo punto che la storia abbandona la politica e si avvicina al genere thriller.

Diplomatici ombra, legittimità a singhiozzo

Quello che prende forma è la classica struttura della diplomazia parallela: incontri non autorizzati, trattative improvvisate, e un Presidente che sembra affidarsi a una rete personale anziché alle istituzioni che dovrebbe guidare.

Non è solo una questione di metodo, ma di sostanza.
Se confermato – e qui il condizionale non è un vezzo ma un paracadute – Trump potrebbe apparire compromesso politicamente e moralmente con Mosca. Rubio, al contrario, potrebbe emergere come il “patriota pulito”, l’uomo delle istituzioni che resta fuori dal teatro delle ombre.

E a Washington, si sa, il tempismo è tutto: quando qualcuno inciampa, qualcun altro ha già lucidato le scarpe.

Il remake del ’74: GOP Edition

C’è un déjà-vu in tutto questo.
Nel 1974 i repubblicani, stanchi di difendere l’indifendibile, iniziarono lentamente a sganciarsi da Nixon. Prima un sopracciglio sollevato, poi un comunicato anodino, poi una dichiarazione indignata. Alla fine il Presidente fu lasciato da solo, come l’ultimo ospite rimasto alla festa quando hanno già portato via i tavoli.

E ora?
Il copione sembra incredibilmente simile.

Il GOP moderato potrebbe aver trovato:

  • un pretesto patriottico (“il candidato compromesso con Putin”),
  • e un’alternativa credibile: Marco Rubio, anti-Putin, giovane, latino, istituzionale, rassicurante.

Insomma: perfetto per rimettere insieme i pezzi di un partito spaccato.

Il futuro possibile, scritto a matita (ma con mano fermissima)

Immaginiamo come potrebbe proseguire la storia, se davvero gli scenari filtrati dai corridoi del potere fossero parte di una strategia:

  • Nuovi leak, calibrati per tenere Trump costantemente sulla difensiva.
  • Prese di distanza pubbliche da parte dei big repubblicani: quelle dichiarazioni che iniziano con “Lo rispetto molto, però…”.
  • Congelamento dei fondi da parte dei grandi donatori: e quando i soldi smettono di fluire, la politica americana collassa più velocemente di un castello di carte sul mare.
  • Sondaggi pilotati, pronti a giustificare il cambio di candidatura.

Obiettivo finale?
Sostituire Trump con Rubio come candidato unificatore per il 2028.
Uno capace di rassicurare i falchi, ampliare la base elettorale e presentarsi come il volto “serio” del partito dopo anni di show.

In sintesi: l’operazione chirurgica perfetta. Senza sangue visibile, ma con molte cicatrici.

Forse sbaglio. Ma forse…

Forse sbaglio. Forse mi piace fantasticare.
O forse la storia politica americana ci sta mostrando di nuovo il suo trucco preferito: cambiare tutto, ma con una lentezza talmente teatrale da sembrare inevitabile.

Non mi stupirei, ecco, se Trump non arrivasse a fine mandato.
E soprattutto non mi stupirei se il mondo MAGA – già incrinato, già stanco, già percorso da malumori sotterranei – iniziasse una lunga, lenta, fragorosa discesa.

Washington adora fare la rivoluzione quando può chiamarla “necessità istituzionale”.
E stavolta, la scintilla potrebbe arrivare proprio da un piano di pace che pace non ha portato, ma che rischia di far saltare un Presidente.

(Serena Russo)

Prompt:

Intro: Del piano di pace Russia-Ucraina in 28 punti e "sponsorizzato" dagli Stati Uniti vi ho già parlato giorni fa, e in termini non proprio lusinghieri. Ulteriori rivelazioni degli ultimi giorno aprono però scenari di fantapolitica troppo gustosi per essere ignorati. Prendete tutto quello che segue cum grano salis, naturalmente. Però...

parte 1: Secondo recenti report, emissari di Trump - tra cui il genero Jared Kushner e Steve Witkoff, l'amico trafficone diventato inviato speciale per le missioni di pace, quindi non si trattava di una cosa estemporanea - avrebbero elaborato proprio quel piano di pace per l'Ucraina dopo incontri riservati con un alleato di Putin. Marco Rubio, che è il segretario di stato, vi ricordo, non ne era al correte. Qui le cose iniziano a farsi interessanti.

parte 2: stiamo parlando di una diplomazia parallela e potenzialmente illegittima. Spingiamoci un po' in là: Trump a questo punto potrebbe risultare "compromesso" con la Russia, Rubio apparirebbe come il "patriota pulito".

parte 3: Sbaglierò, ma mi sembra che Il GOP stia usando lo stesso schema del 1974 con Nixon: prendere le distanze progressivamente. I repubblicani moderati avrebbero finalmente trovato Un pretesto patriottico ("candidato compromesso con Putin") e Un'alternativa credibile in Rubio (anti-Putin, giovane, latino) per mettere Trump alle corde e forzare la mano.

parte 4: lasciatemi immaginare come potrebbe proseguire. Nuovi leak calibrati per tenere Trump sulla difensiva, Prese di distanza pubbliche di big repubblicani, Congelamento fondi dai grandi donatori, Sondaggi "pilotati" per giustificare il cambio di candidatura. Obiettivo finale: Sostituire Trump con Rubio come candidato unificatore, visto come l'unico in grado di Rassicurare i falchi del partito, Ampliare la base elettorale, risultare credibile alle prossime elezioni del 2028.

parte 5: Forse sbaglio, forse mi piace fantasticare, forse... però non mi stupirei troppo, ecco, se Trump non arrivasse a fine mandato e il mondo MAGA, la cui compattezza è già incrinata, iniziasse la china discendente.

articolo: intro, parte 1, parte 2, parte 3, parte 4, parte 5, ; approfondisco dove necessario.

Scrivi un approfondito articolo, assumendo il ruolo di Serena Russo, tagliente, graffiante, ironico. Rendilo immersivo.

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3 commenti

  1. Occhio all’articolessa di oggi sul Guardian a firma Patrick Wintour.Deprimente.
    Credo che l’endgame di questa situazione non possa che essere la trasformazione della “coalizione dei volenterosi” in una unione formale e permanente con scopi militari.
    Qualche altro paese (tipo l’Italia) ci si butterà dentro quando non sarà più evitabile, e da lì si partirà con la costruzione di una qualche forma di difesa europea comune.
    Qualche anno fa ero tra quelli a cui “l’esercito europeo” sembrava una boiata, per varie ragioni: formali (l’EU è l’ultimo organismo adatto a supportare un progetto di difesa, e lo è by design) e pratiche-sostanziali.
    Sulle ragioni formali resto della mia idea (e infatti se si farà, si farà con una diversa forma), sulle ragioni sostanziali mi cospargo il capo di cenere: avevo torto.
    E avevo il genere di torto più fastidioso: avevo sottovalutato la malizia e l’imbecillità altrui, oltre che la recidività russa nell’inventarsi progetti di espansione.
    Perché dài, se il nemico non era una potenza nucleare ma erano quattro terroristi coi deltaplani, per l’Occidente unito le cose sarebbero state molto meno compli-

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    • Qui siamo sempre stati abbastanza pragmatici: l’Europa è un bel carrozzone commerciale e un condominio di vecchietti litigiosi non molto svegli, ma per fortuna siamo sotto il comodo ombrello americano. Quest’ultima certezza, per la prima volta, è stata incrinata dal governo Trump. La si potrà ricostituire? Boh… proprio per questo bisogna prepararsi al worst case scenario.

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