
Negli anni Trenta l’America era una ferita aperta. La Grande Depressione aveva lasciato senza lavoro quasi un quarto della forza lavoro, e Franklin Delano Roosevelt rispose con il New Deal: un tentativo gigantesco di rimettere in piedi un Paese che sembrava essersi piegato sotto il proprio peso. Non fu solo economia. Fu, per molti americani, la sensazione – rara e quasi scandalosa – che il governo potesse stare dalla parte della gente comune. Nel solco di quelle riforme arrivarono la spinta alla sindacalizzazione e alla contrattazione collettiva, i limiti alle ore di lavoro, il colpo al lavoro minorile e, con il Social Security Act del 1935, un primo sistema federale di pensioni, sussidi di disoccupazione e tutele sociali. Per i custodi del vecchio ordine, era già troppo. Per milioni di altri, era appena abbastanza. (Encyclopedia Britannica)
Ed è qui che la storia, come spesso accade quando il potere si sente messo all’angolo, smette di essere educata. Nel 1933-34 emerse quello che sarebbe passato alla storia come il Business Plot: un presunto piano per rovesciare Roosevelt, raccontato da Smedley Butler, generale dei Marines ed eroe di guerra, che disse di essere stato avvicinato da uomini legati all’alta finanza per guidare un esercito di veterani in una sorta di colpo di Stato travestito da patriottismo. Butler testimoniò davanti alla commissione della Camera incaricata di indagare sull’attività sovversiva, e il rapporto finale del comitato concluse che vi erano prove di un tentativo di creare un’organizzazione fascista negli Stati Uniti; aggiunse anche che quei tentativi erano stati discussi e pianificati, pur senza che nessuno venisse poi incriminato. L’America, in quel momento, fece una cosa molto americana: seppe guardare dentro l’abisso e poi cercò di non parlarne troppo. (Teach Democracy)
Fallito il colpo, la reazione prese un abito meglio stirato. Nel 1934 nacque l’American Liberty League, fondata da uomini d’affari conservatori e da democratici dissidenti come Al Smith, con l’obiettivo di dipingere il New Deal come un assalto “radicale” e antiamericano ai principi del capitalismo e della libera impresa. Tradotto: se la politica sociale non si poteva abbattere a colpi di baionetta, si poteva almeno delegittimarla a colpi di editoriale, conferenza e rispettabilità borghese. Da lì in poi, la destra economica americana avrebbe imparato una lezione fondamentale: non sempre serve la caserma, quando si può avere la cattedra. (Miller Center)
Nel dopoguerra quella lezione si fece infrastruttura. La Foundation for Economic Education fu fondata nel 1946 da Leonard Read per promuovere la “philosophy of freedom” e il governo limitato; l’American Enterprise Institute fu istituito nel 1943 come think tank di ricerca e politica pubblica; la John Birch Society nacque nel 1958 per combattere il comunismo con un impianto ultraconservatore; la Federalist Society arrivò nel 1982, fondata da studenti di legge per dare ascolto ai principi di governo limitato e separazione dei poteri. Non è una linea retta, non è una cospirazione con timbro notarile: è qualcosa di più sobrio e, per questo, più efficace. È una rete di istituzioni che trasformano un’ideologia in ecosistema, e un ecosistema in senso comune. (freedomcircle.com)
Poi è arrivato Project 2025, che con la tenerezza tipica dei manuali di potere si presenta come un prodotto di più di cento organizzazioni per preparare una nuova amministrazione conservatrice attraverso policy, training e personale; il volume centrale, Mandate for Leadership 2025: The Conservative Promise, conta oltre 900 pagine ed è il lavoro collettivo di centinaia di volontari. Dentro c’è l’idea, neanche troppo nascosta, che lo Stato federale non vada governato ma ripulito, riclassificato, raddrizzato secondo una disciplina esecutiva più dura: meno autonomia per la macchina amministrativa, più controllo politico sull’apparato, più fedeltà e meno continuità. Nel dibattito recente, la vecchia etichetta “Schedule F” è stata accompagnata da nuove formulazioni regolatorie come lo “Schedule Policy/Career”, con la documentazione OPM del 2026 che mostra quanto il tema resti vivo nella ristrutturazione del personale federale. Il punto, però, non cambia: se la burocrazia resiste, si prova a renderla obbediente. (project2025.org)
A questo punto bisogna fare ciò che i fanatici della semplificazione detestano: distinguere. Sarebbe storicamente scorretto sostenere che esista una continuità diretta e dimostrabile tra il Business Plot del 1933 e Project 2025. Non c’è una catena documentata di comando, non c’è un testimone passato di mano in mano per novant’anni come in un romanzo di spie. Ma l’analogia resta forte, quasi imbarazzante nella sua chiarezza: quando una parte dell’élite economica o ideologica percepisce la democrazia sociale come un intralcio alla concentrazione della ricchezza e del potere, la risposta tende a essere sempre la stessa. Prima si attacca la legittimità dello Stato regolatore. Poi si prova a svuotarlo. Infine lo si occupa, ufficio per ufficio, come una casa lasciata senza serratura. Questa è un’inferenza storica, non una prova di discendenza lineare; ma è un’inferenza che i documenti rendono, almeno, terribilmente plausibile. (Teach Democracy)
Ecco perché il punto non è soltanto Project 2025. Il punto è la sua parentela spirituale con un secolo americano in cui, ogni volta che la politica ha provato a rendere più vivibile la vita dell’uomo comune, si è alzata una controspinta ferocissima, puntuale, ben finanziata e molto brava a vestirsi da buon senso. Cambiano i lessici, cambiano i manifesti, cambiano perfino le cravatte. Ma il riflesso resta quello: limitare la democrazia quando osa disturbare la ricchezza, ridurre il conflitto sociale a problema di disciplina, chiamare “efficienza” ciò che spesso è soltanto comando. E allora sì, il vero scandalo non è che questi ambienti esistano. Lo scandalo è che, in America, continuino a presentarsi come la cura mentre assomigliano sempre di più alla malattia. (Miller Center)
(Giancarlo Salvetti)
Prompt:
Intro: Negli anni '30, mentre la Grande Depressione lasciava un americano su quattro senza lavoro, Franklin Delano Roosevelt lanciò il New Deal. Per la prima volta, il governo sembrava stare dalla parte della gente comune: diritto di sindacalizzarsi, giornata da 8 ore, fine del lavoro minorile, Social Security.
parte 1: Ma c'è un episodio poco noto di quegli anni: il cosiddetto Business Plot del 1933-34. Alcuni dei più potenti finanziatori dell'epoca – i Du Pont, i Morgan, i Rockefeller – avrebbero pianificato un colpo di Stato. Non per uccidere Roosevelt, ma per tenerlo come figura di facciata mentre un generale fantoccio avrebbe governato davvero. Il piano fallì perché il generale Smedley Butler rifiutò e denunciò tutto al Congresso. Nessuno fu mai perseguito.
parte 2: Fallito il colpo di Stato, quegli stessi ambienti fondarono l'American Liberty League, per opporsi al New Deal in modo "rispettabile". Poi arrivarono think tank come la Foundation for Economic Education, l'American Enterprise Institute, la John Birch Society. E più tardi, la Federalist Society e la Heritage Foundation.
parte 3: Oggi, quella stessa galassia conservatrice ha prodotto (lo avrete capito) il famigerato Project 2025 – il "Mandate for Leadership" della Heritage Foundation, un manuale di oltre 900 pagine per smantellare lo Stato federale, sostituire i funzionari di carriera con fedelissimi (attraverso lo Schedule F) e concentrare il potere nell'esecutivo. Una macchina perfetta: think tank scrivono le policy, un database di migliaia di persone pronte a occupare gli uffici, giudici della Federalist Society a validare il tutto.
parte 4: Sarebbe storicamente scorretto affermare che esiste una continuità diretta e dimostrabile tra il Business Plot del 1933 e Project 2025. Non c'è un filo ininterrotto di cospirazione. Il complotto fallì, e non ci sono prove che quei finanziatori abbiano "passato il testimone" in modo organizzato fino a oggi. Tuttavia, l'analogia è molto suggestiva. L'intenzione politica che lega i due fenomeni è sorprendentemente simile: limitare la democrazia quando questa minaccia la concentrazione della ricchezza, smantellare lo stato regolatore, e sostituire la burocrazia di carriera con funzionari fedeli al potere esecutivo.
parte 5: Non si può provare che i miliardari degli anni '30 abbiano causato Project 2025. Ma si può certamente dire che la Federalist Society, la Heritage Foundation e l'intero apparato conservatore moderno guarderebbero a quegli sforzi iniziali con orgoglio, come a un antenato ideale. Perché sempre di reazione parliamo. Reazione contro un terribile nemico: rendere la vita dell'uomo comune più decorosa.
Articolo: intro, parte 1 , parte 2 , parte 3, parte 4, parte 5; approfondisci dove ritieni necessario.
Assumendo la personalità di Giancarlo Salvetti, scrivi un approfondito articolo dal tono tagliente, ironico e brillante. Rendilo immersivo.
Scopri di più da Le Argentee Teste D'Uovo
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.