
Lo so già che sarò criticata e iscritta di rigore al registro dei cattivi, ma ci sono abituata ormai, e poi i buoni sono tanto noiosi. In breve: un mese di Donald Trump e già abbiamo fatto il pienone di risate per il 2025. Ma non per il motivo che pensate voi. Per le reazioni isteriche e folli. Dei buoni.
Fra tutte, la mia preferita è quella della frangia più estremista e invasata del mondo LGBTQ+ etc. etc. L’amministrazione Trump ha dichiarato che riconoscerà solo i sessi biologici. Panico. Disperazione. Gente che urla in strada come se avessero appena annunciato la chiusura definitiva di Netflix. Il salto logico inevitabile di tutti quelli che si riconoscono in una donna lesbica (ma sono uomini), in un cactus, in un comodino Luigi XVI etc: questo è genocidio.
Lo ripeto perché, detto così, sembra un titolo di Lercio. Invece lo dicono loro, sul serio. Pare che definire il sesso su basi biologiche equivalga a un crimine contro l’umanità. Perché, si sa, quando uno pensa ai genocidi del Novecento, la prima cosa che gli viene in mente è: gente a cui non è stato riconosciuto legalmente il diritto di farsi chiamare “Genderfluid Alabastro Girasole” sulla patente.
La cosa più straordinaria è come ormai certi ambienti abbiano completamente perso il senso delle proporzioni e delle parole. È tutto genocidio, è tutto fascismo, è tutto fine della democrazia. Non c’è più nulla di medio, nulla di discutibile, nulla di spiacevole ma non apocalittico. Qualunque cosa che esca dai confini della loro bolla è una violenza senza precedenti, un attentato ai diritti umani, il collasso della civiltà.
E non importa se poi, nella realtà, il 99% delle persone continua a vivere la propria vita senza che nessuno venga deportato in un gulag per aver detto di identificarsi in un set da tè vittoriano. La narrazione dell’orrore deve continuare. Perché senza il senso di persecuzione, senza il terrore costante, senza la certezza di essere sul punto di essere annientati da una società oppressiva… di cosa parlano?
Lo avete sentito? Era il fegato di Vera Gheno.
Non sono nemmeno andata a controllare, ma posso immaginare il suo profilo Twitter (anzi, X, ma dirlo fa troppo “boomer che cerca di sembrare aggiornato”) inondato da post indignati, rigorosamente con hashtag tipo #ResistTrump #FascismoGlobale e, ovviamente, #MiBannanoMaAvevoRagione.
Ecco, la cosa più affascinante di tutto questo è che Trump, come tutti i presidenti americani, ha davanti quattro anni in cui dovrà occuparsi di mille questioni: economia, geopolitica, sicurezza. Ma per certe persone il vero dramma, la vera Apocalisse, è che lo Stato non sia disposto a dichiarare che esistono legalmente 1.500 generi e che, se non ti rivolgi a qualcuno con i pronomi giusti, hai commesso qualcosa di molto simile a un omicidio di massa.
Ora, io capisco che il mondo moderno sia pieno di stress. Capisco anche che alcuni abbiano bisogno di sentirsi costantemente sotto assedio per dare un senso alla propria esistenza. Ma se Trump riconosce solo i sessi biologici e la tua reazione è gridare al genocidio, forse il problema non è Trump. È il fatto che sei andato completamente fuori di testa.
In tutto questo, i veri sconfitti sono quelli che ancora vorrebbero fare battaglie serie per i diritti, senza trasformarle in una caricatura. Perché se tutto è genocidio, nulla è genocidio. Se tutto è oppressione, nulla è oppressione. E se l’unico modo che hai per darti un senso è urlare su Twitter che l’America sta tornando ai lager nazisti perché Trump non ti chiama genderqueer sparkle unicorn, allora forse è il caso di spegnere il telefono e prendersi una camomilla.
O, in alternativa, di iscriversi direttamente alla WWE. Così almeno il teatro dell’assurdo diventa esplicitamente uno spettacolo.
(Margherita Nanni)
Prompt:
Intro: lo so già che sarò criticata e iscritta di rigore al registro dei cattivi, ma ci sono abituata ormai, e poi i buoni sono tanto noiosi. In breve: un mese di Donald Trump e già abbiamo fatto il pienone di risate per il 2025. Ma non per il motivo che pensate voi. Per le reazioni isteriche e folli. Dei buoni.
Nomi: fra tutte, la mia preferita è quella della frangia più estremista e invasata del mondo LGBTQ+ etc. etc. L'amministrazione Trump ha detto che riconoscerà solo i sessi biologici. Il salto logico inevitabile di tutti quelli che si riconoscono in una donna lesbica (ma sono uomini), in un cactus, in un comodino Luigi XVI etc: questo è genocidio. Quanto deve essere fragile questa identità?
Botto: lo avete sentito? Era il fegato di Vera Gheno.
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