4Joe, Gaza e il punk da supermercato: benvenuti nel caos di 4Joe & i CroMunisti

C’era una volta un trapper, ora c’è un problema.
4Joe, maestro della polemica tossica e dell’invettiva senza freni, ha deciso che insultare l’intelligenza collettiva italiana non gli bastava più. Questa volta ha alzato il tiro – letteralmente – puntando le sue provocazioni sull’incandescente questione israelo-palestinese.

Il risultato? Un concentrato di arroganza, cosplay bellico e provocazioni gratuite in salsa hardcore punk. Nessun intento pedagogico, nessuna pretesa di chiarimento geopolitico. Solo l’ennesimo, lucido (fin troppo) tentativo di ridere sopra la tragedia mentre si lucra su ciò che divide, ferisce, distrugge.

Benvenuti nel meraviglioso delirio di 4Joe & i CroMunisti.

Cosplay ideologico: nascono i CroMunisti

Il nuovo giocattolo di 4Joe è una band punk-hardcore formata con tre amici fidati, ognuno rigorosamente sotto pseudonimo, perché l’identità conta poco quando l’obiettivo è fare casino.
Il nome? 4Joe & i CroMunisti. Un omaggio storto ai Cro-Mags, pionieri del crossover metal-punk, e un insulto plateale ai clienti abituali dei Centri di Riabilitazione Occupati, da cui l’acronimo CRO. Per 4Joe, questi sarebbero “hippie travestiti da rivoluzionari”, gente che fa la guerra sui social e la doccia nei centri sociali.

E così, vestiti a metà tra i paracadutisti dell’IDF e i miliziani di Hamas (perché l’ambiguità visiva fa vendere), sul palco troviamo:

  • 4Joe, voce e detonatore dell’insulto gratuito;
  • Abdul Cohen, chitarrista egiziano-israeliano (pare);
  • Benjamin Sinwar, al basso, nome che più provocatorio non si può;
  • David Khamenei, alla batteria, forse ironia, forse solo stupidità travestita da cinismo.

Una line-up costruita per infastidire tutti: sionisti, islamici, pacifisti, anarchici, moderati. In altre parole: missione compiuta.

“I Palestinesi”: quando il paradosso diventa strategia

Il debutto è arrivato con un singolo dal titolo semplicemente imperdonabile: “I Palestinesi”. Un pezzo di tre minuti scarsi in cui si elencano, urlando su un riff che pare uscito da un disco hardcore del ‘91, le “mille virtù” dei palestinesi. Ma non c’è niente di onesto né di edificante. È un elenco grottesco, caustico, al limite del farsesco: 4Joe esalta il martirio, l’orgoglio, la resilienza, la fionda, la kefiah, la zuppa di lenticchie… tutto mescolato in una spirale che sfida l’interpretazione.

Poi i concerti: vere e proprie apparizioni flash, in stile punk da centro commerciale ma su un camion-palco, a sorpresa, in piazze di provincia e aree industriali dismesse. L’unico scopo? Scatenare l’ira. E funziona.

ANPI, Casa Pound, CGIL, UISP, PD, Lega: per una volta tutti d’accordo nel condannare l’iniziativa. “Volgare”, “blasfema”, “diseducativa”. Ma 4Joe è abituato a questo tipo di critiche: se non scontenta qualcuno, non si diverte. Se non riceve almeno una querela a settimana, si sente inutile.

Come sempre, il punto non è dire qualcosa. È far parlare di sé.

Intervista a 4Joe: l’arroganza spiegata ai mediocri

Contattarlo non è semplice. Risponde su un account privato chiamato @antiLager2000 e quando finalmente ci sentiamo, parte così:

“Oh fratè, qua mi vogliono tutti morto, quindi se mi intervisti, fallo bene o ti taggo nel diss.”

Accetto la sfida. Gli chiedo se il nuovo progetto abbia una reale intenzione politica.

“Ma quale politica, Gianca’. Io sto solo mettendo in musica l’ipocrisia. Cioè, da una parte tutti ‘libertà per Gaza’, dall’altra ‘Israele ha diritto a difendersi’. Ma tu lo sai quanti egiziani, tipo Abdul, odiano i palestinesi più di Netanyahu? Ma che cazzo di alleanza è, quella?”

Parla della canzone come di una trappola dialettica. “Esaltiamo il popolo palestinese perché così tutti pensano ‘ah, guarda questi, sono con gli arabi’. Ma lo facciamo in modo così assurdo, che se ci caschi sei tu lo scemo. È come una caricatura della narrazione da fighetti col caffè filtro che fanno i thread su X.”

E l’odio ricevuto?

“A me se mi odiano, mi pagano. E se mi denunciano, meglio: la merch la vendo a pacchi. Prossima maglietta? ‘Libera Gaza dal merchandising’. L’hai capita, no?”

Chiedo se ci sarà un disco intero.

“Vediamo. Se il singolo va forte, sì. Magari un EP. Intitolato Due Stati per Due Magliette. Ma tranquillo, Gianca’: finché i borghesi si offendono, io sto lavorando bene.”

L’inferno come strategia di branding

Difficile trovare in Italia un altro personaggio così abilmente tossico come 4Joe. Sa benissimo dove colpire e lo fa con una freddezza quasi da sociologo da Instagram. La sua arte? Distruggere ogni narrazione empatica per venderne una nuova, caricaturale, utile solo a consolidare il suo mito da anti-sistema pop.

C’è qualcosa di estremamente pericoloso in tutto questo. Perché il confine tra provocazione e complicità è sottile. E se 4Joe ha un talento, è proprio quello: camminare sul bordo dell’abisso, trasformando ogni indignazione in una maglietta, ogni polemica in una playlist.

Nel suo mondo, la tragedia è contenuto. E Gaza è solo l’ultimo palcoscenico.

(Giancarlo Salvetti)

Prompt:

4joe: 4Joe è un trapper italiano nato tra la fine degli anni '90 e l'inizio degli anni 2000 nella provincia di Bergamo. La sua carriera musicale è caratterizzata da testi offensivi e provocatori, in cui calca pesantemente la mano sui fatti di cronaca, pubblicando canzoni istantanee – le cosiddette instant-song – che spesso gettano "benzina sul fuoco" su temi già controversi e polarizzanti. È noto per sfruttare eventi di grande impatto mediatico per attirare l'attenzione e generare discussioni, facendosi nemici e guadagnandosi hater con ogni nuova traccia.
Oltre alla musica, 4Joe è anche un imprenditore nel mondo della moda, grazie alla sua linea di abbigliamento FroCheyenne By 4Joe, un marchio che ha riscosso un buon successo fra i giovani, affascinati dal suo stile aggressivo e controcorrente. Tuttavia, intorno a lui aleggiano diverse voci riguardo alla sua possibile attività di spacciatore di droga, ma non è chiaro se si tratti di speculazioni o se queste dicerie siano state diffuse dallo stesso 4Joe per alimentare il suo personaggio pubblico ribelle e fuori dalle regole. Negli ultimi tempi, 4Joe ha cavalcato in modo sfrontato e insensibile temi come il femminicidio, la beneficenza, le baby gang e gli scioperi agricoli. In una delle sue provocazioni più discusse, ha pubblicato una canzone che banalizzava la piaga del femminicidio, suscitando una valanga di polemiche e addirittura una denuncia da parte di associazioni contro la violenza di genere. In un’altra occasione, ha lanciato una raccolta fondi benefica che si è rivelata una truffa, portando a ulteriori denunce e critiche feroci. Durante uno sciopero agricolo, ha pubblicato una serie di post sui social media in cui sfoggiava abiti di lusso mentre ridicolizzava i lavoratori in protesta, definendoli "sfigati che non sanno cosa sia il vero lavoro". Tra i suoi fan, 4Joe è idolatrato come un'icona anti-sistema, e i suoi seguaci più accaniti amano sentirsi parte di un’élite che comprende il suo linguaggio brutale e irriverente. Allo stesso tempo, è odiato da un gran numero di persone che lo vedono come un simbolo della deriva culturale. Incidenti che hanno segnato la sua carriera includono un arresto sospetto per possesso di droga durante un suo tour, che si dice sia stato inscenato per guadagnare visibilità, e una rissa con un noto rapper rivale, avvenuta in un club esclusivo di Milano. 4Joe è anche famoso per aver lanciato una bottiglia durante un concerto, colpendo involontariamente una fan, evento che gli è costato una causa legale ma che ha anche aumentato la sua notorietà. E' stato indagato per riciclaggio, truffa ed evasione fiscale, ma sempre senza risultati - secondo le malelingue, si tratta di scena.

intro: 4joe, maestro di polemica, stavolta ha deciso di sparare a zero sulle controversie internazionali. Obiettivo: il conflitto Palestina-Israele, Gaza, le problematiche che affliggono la zona e il punto di svolta del 7 ottobre. 4joe è diventato intellettuale? Non scherziamo, è sempre lo stesso, forse solo peggio di prima.

parte 1: 4Joe ha formato una band hardcore punk con quattro amici fidati che operano sotto pseudonimo: 4Joe & i CroMunisti - un omaggio ai Cro-Mags e uno sputo ai tipici frequentatori di CRO, a detta di 4Joe stesso. Assieme a lui, bardati come soldati dell'IDF e come guerriglieri di Hamas, troviamo Abdul Cohen (chitarra), Benjamin Sinwar (basso) e David Khamenei (batteria).

parte 2: hanno pubblicato il singolo "I Palestinesi", il cui testo è un elenco grottesco delle mille virtù dei palestinesi, e tenuto alcuni concerti stile "flash mob" con un palco mobile, scatenando l'ira di chiunque. ANPI, Casa Pound, CGIL, UISP, PD e Lega sono solo alcuni dei partiti e delle sigle che hanno condannato il cattivo gusto dell'operazione. Ma 4Joe vive per operazioni simili.

parte 3: intervista a 4Joe, che si esprime in slag ed è sempre arrogante e sopra le righe. Fra le varie cose: in questa canzone esalta lo spirito di lotta dei palestinesi ma allo stesso tempo vuole ridicolizzarne la santificazione senza senso operata da media e intellettuali fancazzisti occidentali; il chitarrista Abdul è egiziano e ti ha detto chiaramente quanto agli egiziani, e alle nazioni musulmane in generale, i palestinesi stiano profondamente sui coglioni e non vogliano vederli nemmeno in foto - anzi, nessun palestinese sta meglio di quei due milioni di palestinesi israeliani, perché in Egitto o in Qatar non se la passerebbero altrettanto bene. Più avanti usciranno altre canzoni, forse un disco, di sicuro del merchandise.


Articolo: intro, parte 1, parte 2, parte 3. Approfondisci dove necessario.

Assumendo la personalità di Giancarlo Salvetti, scrivi un approfondito articolo dal tono tagliente, ironico e brillante.


Scopri di più da Le Argentee Teste D'Uovo

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento