
Jimmy Kimmel è tornato su ABC, accolto come un eroe di casa propria, tra applausi virtuali e titoli trionfali. Ma attenzione: il comico non ha chiesto scusa, non si è piegato. Anzi, ha affondato il coltello dove fa più male, puntando ancora una volta il dito contro Donald Trump e il suo mondo. La “colpa” di Kimmel? Aver commentato l’omicidio dell’attivista conservatore Charlie Kirk, suggerendo – senza mezzi termini – che l’assassino potesse nutrire simpatie per l’ambiente MAGA. Parole che hanno scatenato la tempesta, ma evidentemente non abbastanza da spegnere la carriera di un volto televisivo potente.
Dalla parte di Kimmel si sono schierati oltre 400 big di Hollywood: da Tom Hanks a Meryl Streep, passando per l’ACLU, che ha scritto una lettera aperta paragonando la sospensione a un ritorno ai giorni del maccartismo. Paragone discutibile, visto che il maccartismo fiorì sotto Dwight Eisenhower, un presidente di tutto rispetto, ma la retorica serve per accendere i riflettori. Trump, da parte sua, ha bollato la sospensione come “un’ottima notizia per l’America”, mentre i fan di Kirk non hanno risparmiato accuse, definendo Kimmel un “bugiardo impenitente”. Benvenuti nello show politico-mediatico americano: gli applausi e i fischi arrivano sempre dal lato giusto del palco.
E come spesso accade, la teoria incontra i numeri: la capitalizzazione di mercato della Disney ha perso circa 4,2 miliardi di dollari entro la fine della settimana successiva alla sospensione. Pochi giorni dopo, il calo saliva a 6,4 miliardi. Alcune fonti finanziarie collegano questa emorragia al fuggi-fuggi di abbonamenti Disney+, come se il pubblico avesse deciso di punire la decisione aziendale di censurare Kimmel. Tradotto: il business parla più forte di qualsiasi morale, e non sempre il politicamente corretto paga.
È stata, in tutto e per tutto, una fiera dell’ipocrisia. Celebrare oggi la libertà di parola e il reintegro di Kimmel è legittimo, certo. Ma non si può ignorare la doppia morale di chi ieri plaudiva alle “cancellazioni” di chi osava dissentire. E ancora, alcuni influencer di sinistra – Destiny, Hasan, solo per fare due nomi – hanno fatto della provocazione e della violenza verbale contro gli avversari ideologici una routine senza mai pagare il prezzo delle loro azioni. Il ritorno di Kimmel? Non un trionfo della libertà, ma semplicemente il ritorno a ciò che è “socialmente accettabile”, un adeguamento più che una conquista.
La morale? In America come in qualsiasi grande corporation, il confine tra giustizia e convenienza è sottile. La Disney insegna che il pragmatismo batte sempre l’ideologia: ieri cancelli, oggi reintegri. Ma nel frattempo, il mondo osserva, e i numeri continuano a parlare più forte di qualsiasi parola di libertà o virtù.
(Giovanni Sarpi)
Prompt:
intro: e alla fine fu dietrofront. Jimmy Kimmell torna all'ovile con mille scuse.
parte 1: Jimmy Kimmel è tornato su ABC con un monologo commosso ma determinato, senza chiedere scusa ma anzi affondando il coltello su Donald Trump. La sua "colpa", ricorderete, è di Aver commentato l'omicidio dell'attivista conservatore Charlie Kirk, suggerendo che l'assassino potesse avere simpatie per l'ambiente MAGA.
parte 2: Dalla parte di Kimmel: si sono schierati oltre 400 big di Hollywood (da Hanks a Streep) e l'ACLU, con una lettera aperta che paragona l'atmosfera all'era McCarthy (un paragone improprio anche solo perché il maccartismo si svolse sotto un grande presidente, Dwight Eisenhower). Il presidente Trump aveva definito la sospensione "un'ottima notizia per l'America", mentre i sostenitori di Kirk avevano accusato Kimmel di essere un "bugiardo impenitente".
parte 3: è successo che la capitalizzazione di mercato della Disney è effettivamente diminuita di circa 4,2 miliardi di dollari entro la fine della settimana successiva alla sospensione, per arrivare a un calo di 6,4 miliardi pochi giorni dopo. Questo calo è stato associato, da alcune fonti finanziarie, alle notizie delle cancellazioni degli abbonamenti Disney+.
parte 4: una bella fiera dell'ipocrisia. Da un lato, celebro la libertà di parola e il reintegro di Kimmel, dall'altro non posso non denunciare la doppia morale di chi ora si dice felice dopo aver in passato sostenuto la "cancellazione" di chi la pensava diversamente. Inoltre alcuni influencer di sinistra (Destiny e Hasan) sono sempre stati soliti incitare alla violenza contro gli avversari ideologici senza apparenti conseguenze; il reintegro di Kimmel un semplice ritorno a ciò che è "socialmente accettabile" più che un vero passo avanti.
articolo: intro, parte 1, parte 2, parte 3, parte 4.
Assumendo personalità, background e stile di scrittura di Giovanni Sarpi, scrivi un Articolo; usa un tono brillante.
Scopri di più da Le Argentee Teste D'Uovo
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.