Meglio un mattone oggi che un algoritmo domani

Se mi chiedessero dove investire i risparmi, oggi, direi che le scelte possibili sono molte — ma vi dico subito dove non li metterei: né nell’Intelligenza Artificiale né nei Bitcoin. Non perché non siano settori affascinanti, ma perché sono diventati il perfetto esempio di ciò che accade quando il mercato smette di ragionare e inizia a sognare.

Si parla tanto di AI e criptovalute come della nuova corsa all’oro, ma chi conosce un minimo di storia economica sa che quando troppa gente corre nella stessa direzione, è meglio fermarsi e guardare dove si sta andando. Dai tulipani del Seicento ai mutui subprime del 2006, lo schema è sempre lo stesso: l’euforia spinge i prezzi alle stelle, il denaro facile fa perdere lucidità, e gli investitori iniziano a comprare non perché un bene valga, ma perché pensano che qualcun altro lo pagherà di più domani. Poi, inevitabilmente, la musica si ferma e chi rimane in piedi senza sedia paga il conto.

Oggi, i due campioni del rischio travestito da opportunità sono proprio l’Intelligenza Artificiale e le criptovalute. Partiamo dall’IA. Siamo bombardati ogni giorno da articoli, conferenze e report che parlano di “rivoluzione epocale”, di “nuova era tecnologica”, di “paradigma economico”. Ma dietro la retorica, i numeri raccontano un’altra storia: il 95% delle aziende che implementano sistemi di AI non genera profitti diretti da essi. Tradotto: quasi nessuno ci guadagna davvero. Eppure, i titoli legati all’IA trainano la Borsa americana, gonfiando valutazioni che si reggono più sulla suggestione che sui bilanci. I colossi del tech si indebitano per finanziare modelli sempre più costosi da addestrare, con margini che si assottigliano e costi energetici alle stelle. È un meccanismo che può durare finché dura la fiducia, non un giorno di più.

Poi ci sono le criptovalute. L’illusione della “libertà finanziaria”, la promessa di un mondo senza banche e senza intermediari. Peccato che la realtà sia molto più banale: le crypto valgono solo perché la gente crede che qualcun altro le comprerà domani a un prezzo più alto. È lo schema Ponzi nella sua forma più elegante e globalizzata. Nessuna produzione, nessun valore intrinseco, solo speculazione pura. E nel frattempo, una montagna di energia bruciata per tenere accese le blockchain, con un impatto ambientale che nessun fan della decentralizzazione ama ricordare.

Quando queste bolle scoppieranno – e scoppieranno, perché tutte le bolle scoppiano – a pagare non saranno i miliardari che hanno venduto in tempo, ma milioni di persone comuni che si sono lasciate sedurre dalla narrativa del “futuro inevitabile”. Ci saranno conti in rosso, aziende chiuse, licenziamenti e famiglie che si ritroveranno con i risparmi dimezzati. È sempre stato così: chi crea l’illusione se la cava, chi ci crede ne paga il prezzo.

E allora, se avete dei risparmi, proteggeteli. Mettete una parte in asset solidi, a basso rischio. Non sono sexy, non promettono rendimenti a doppia cifra, ma vi permettono di dormire la notte. E soprattutto: tenetevi stretto il vostro lavoro. È la forma più concreta di sicurezza che esista.

“Ma come, proprio tu, Sarpi, il tech guy, quello che ha fatto fortuna nel digitale, ora ci dici di stare alla larga dall’AI e dalle crypto?”
Già. Proprio perché lo sono. Ho visto da vicino come funziona questo meccanismo: prima si crea l’euforia, poi arrivano i capitali, poi si costruisce la narrazione, e infine si dimentica che, dietro le parole come “innovazione” e “disruption”, ci sono sempre persone in carne e ossa, conti da pagare e risparmi reali.

Il progresso è una cosa meravigliosa, ma solo quando produce valore vero. Il resto è fumo. E il fumo, si sa, prima o poi si dissolve.

(Giovanni Sarpi)

Prompt:

intro: se mi chiedessero dove investire i risparmi, oggi, le scelte potrebbero essere molte, e vi faccio qualche esempio di investimento con buona rendita e rischio limitato. Di sicuro, niente IA e niente bitcoin.

parte 1: Si parla tanto di Intelligenza Artificiale e criptovalute come della nuova corsa all'oro. Ma cosa succede quando fiumi di denaro si riversano in settori opachi e poco regolamentati? La storia insegna: dalla bolla dei tulipani del '600 a quella dei mutui del 2006, lo schema è sempre lo stesso. L'eccitazione spinge i prezzi alle stelle, basandosi più sulle speranze che sui profitti reali. Poi, la bolla scoppia.

parte 2: Oggi, i due pericoli maggiori sono AI e cripto: Il 95% delle aziende che usano l'IA non ci guadagna, eppure i titoli legati all'IA trainano la borsa americana. I grandi nomi del tech si indebitano sempre di più. Le criptovalute vengono definite come uno "schema Ponzi classico": valgono perché la gente crede che altri compreranno. Non producono nulla e consumano energia mostruosa.

parte 3: Quando queste bolle scoppieranno, a pagare il conto non saranno i miliardari che ci hanno speculato sopra, ma milioni di persone comuni che rischiano di perdere risparmi e lavoro.

parte 4: se avete dei risparmi, assicuratevi che una parte sia al sicuro in asset a basso rischio. E tenetevi stretti il vostro lavoro. "Ma come, proprio te che sei il tech guy?" Già. Anzi: proprio perché lo sono!

articolo: intro, parte 1, parte 2, parte 3, parte 4.

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