
Ammettiamolo: abbiamo sbagliato. Quando si sbaglia, si sbaglia, e va ammesso. Negli ultimi giorni, sono circolate notizie allarmanti su un presunto assalto alla sinagoga di Bologna durante una manifestazione dell’11 gennaio. Anche io, come tanti, ci sono cascato. Perché? Forse perché il clima che stiamo vivendo rende credibile anche l’incredibile. Ma i fatti, questa volta, ci chiedono una correzione.
Contrariamente a quanto riportato da alcune fonti, non c’è stato alcun assalto alla sinagoga di Bologna. Il corteo, organizzato per chiedere giustizia per Ramy Elgaml, ha effettivamente visto episodi di vandalismo in città. Ma la sinagoga, situata in via Mario Finzi, non è stata toccata. La scritta “Free Gaza” che si è voluta attribuire all’edificio religioso è stata trovata in via de’ Gombruti, una strada parallela. Daniele De Paz, presidente della comunità ebraica di Bologna, lo ha confermato con chiarezza: nessun danno, nessun attacco diretto.
Non è una questione da minimizzare. Un errore di questa portata, in cui siamo caduti in parecchi, rischia di alimentare una narrazione fuorviante e di far perdere di vista i fatti. Eppure, questo errore non può – e non deve – oscurare la realtà che stiamo vivendo: un antisemitismo che, dal 7 ottobre 2023 in poi, è tornato a mostrarsi alla luce del sole, con una sfacciataggine che non possiamo permetterci di ignorare.
Il caso di Bologna è stato un abbaglio, ma gli episodi di antisemitismo in Italia negli ultimi mesi non sono affatto un miraggio. Ce ne sono stati fin troppi, e tutti seguono un copione inquietante. A Roma, il 21 ottobre, è comparsa una scritta “Juden Raus” su un muro del quartiere San Giovanni, un richiamo diretto al linguaggio della Germania nazista. A Torino, a novembre, una bandiera israeliana è stata bruciata durante una manifestazione “pro-Palestina”. E a Napoli, poche settimane fa, un ragazzo con una kippah è stato insultato e spintonato in metropolitana, mentre intorno a lui si diffondeva un silenzio assordante.
Questi non sono episodi isolati. Sono pezzi di un mosaico. E il disegno che emerge non ha nulla di nuovo: un antisemitismo malamente mascherato, che si annida nei cortei, nei social, nei graffiti, nelle frasi sussurrate. E che trova una giustificazione dietro la maschera dell’anti-sionismo. Una giustificazione che non regge più, che non ha mai retto.
Chi critica Israele – e io sono il primo a farlo quando è necessario – non dovrebbe avere problemi a distinguere tra uno Stato e un popolo. Tra le politiche di un governo e l’identità culturale e religiosa di milioni di persone. Eppure, questa distinzione si sta facendo sempre più sottile, fino a sparire del tutto.
Se oggi siamo arrivati al punto di dover correggere una notizia falsa su Bologna, è perché il terreno era già fertile per crederci. Troppo fertile. E questo dice molto più su di noi che sull’episodio in sé. Abbiamo fallito nel tracciare una linea netta tra una critica legittima e un odio viscerale. E abbiamo fallito, soprattutto, nel riconoscere che ogni volta che accettiamo l’antisemitismo – anche velato, anche sussurrato – come un “effetto collaterale” della lotta politica, stiamo scavando un fossato tra ciò che diciamo di essere e ciò che stiamo diventando.
Questa non è una correzione, è una sveglia.
(Roberto De Santis)
Prompt:
Intro: quando si sbaglia si sbaglia, e va ammesso.
Bologna: contrariamente a quanto riportato da alcune fonti, non c'è stato alcun assalto alla sinagoga di Bologna durante una manifestazione avvenuta l'11 gennaio. Il corteo, organizzato per chiedere giustizia per Ramy Elgaml, ha visto episodi di vandalismo in città, ma la sinagoga, situata in via Mario Finzi, non è stata toccata. La scritta "Free Gaza" attribuita all'edificio religioso è stata in realtà trovata in via de' Gombruti, una strada parallela. Daniele De Paz, presidente della comunità ebraica di Bologna, ha confermato l'assenza di danni alla sinagoga.
Considerazioni: questo errore, in cui siamo cascati in parecchi, non cancella tuttavia la realtà che stiamo vivendo, in cui l'antisemitismo, ormai malamente mascherato, sta ritornando alla luce del sole (riporta esempi di episodi di antisemitismo in Italia successivamente al 7 ottobre 2023).
Articolo: intro, Bologna, considerazioni.
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