Eppur si muove, Medioriente Edition

Qualcosa si muove nel mondo musulmano. E si muove nella direzione che auspico e sostengo da tempo: contro il fanatismo, contro i regimi totalitari, contro quell’oppressione che troppi in Occidente fanno finta di non vedere.

Mentre in Europa e negli Stati Uniti fioriscono le manifestazioni pro-Hamas, con giovani radical chic che si sentono rivoluzionari scandendo slogan bellicosi nelle piazze, in Medio Oriente le persone rischiano davvero la vita per dire basta. Basta all’oppressione, alla violenza, alla dittatura religiosa. Basta a chi si nasconde dietro la retorica della resistenza per mantenere il proprio potere sulle macerie e sulla disperazione della propria gente.

GAZA SI RIBELLA A HAMAS

Un evento quasi impensabile fino a pochi mesi fa: centinaia di palestinesi nella Striscia di Gaza sono scesi in piazza per protestare contro Hamas. Contro. Hamas. Lo stesso gruppo che controlla la Striscia dal 2007 con il pugno di ferro, soffocando ogni dissenso con arresti, torture ed esecuzioni sommarie.

Eppure, le voci di chi ne ha abbastanza hanno iniziato a farsi sentire. “Vogliamo vivere una vita normale”, gridano i manifestanti. Chiedono la fine della guerra, ma soprattutto l’uscita di Hamas dalla Striscia. Perché, alla fine, quando tutto viene distrutto, quando la guerra diventa l’unica costante della propria esistenza, la gente capisce. Capisce che chi li governa non li protegge, ma li usa come carne da macello.

Queste proteste sono un segnale storico. Ma chi le sosterrà? Chi, tra quelli che in Occidente si dichiarano difensori della libertà palestinese, ascolterà questi palestinesi, quelli che non vogliono più essere ostaggi di Hamas?

LE DONNE IRANIANE, GUERRIERE DELLA LIBERTÀ

In Iran, la ribellione non è mai cessata. Le donne iraniane sono il volto più coraggioso della lotta contro l’oppressione religiosa. Il movimento Donna Vita Libertà, nato dopo l’omicidio di Mahsa Jina Amini nel 2022, continua a sfidare il regime degli Ayatollah.

Ogni giorno, giovani donne sfidano il regime camminando per strada senza velo, un gesto che a Teheran vale un pestaggio, un arresto, magari una condanna a morte. Le manifestazioni, nonostante la repressione, non si fermano. Perché la sete di libertà è più forte della paura.

Eppure, quanto rumore fanno queste donne nei media occidentali? Quanto spazio viene dato al loro coraggio, rispetto all’ennesima accusa di “islamofobia” per chiunque osi criticare l’estremismo?

TURCHIA: LA DEMOCRAZIA SOTTO ATTACCO

In Turchia, la situazione non è meno esplosiva. L’arresto del sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, ha scatenato una serie di proteste in tutto il paese. Imamoglu è uno dei pochi leader capaci di sfidare Erdogan e, guarda caso, viene arrestato con accuse di corruzione e legami con associazioni terroristiche.

Uno schema fin troppo noto: eliminare gli oppositori politici con processi farsa, mentre la polizia disperde le proteste con gas lacrimogeni e arresti di massa. Ma la gente non si arrende. La Turchia, paese diviso tra pulsioni autoritarie e aspirazioni democratiche, continua a ribollire.

OCCIDENTE: IL PARADOSSO DELLA RIVOLUZIONE DA SALOTTO

E mentre in Medio Oriente la gente lotta per la libertà con il rischio della vita, in Occidente assistiamo all’assurdo spettacolo delle manifestazioni a favore di Hamas e della jihad. Giovani con le borse firmate e i telefoni di ultima generazione che, nel loro mondo ovattato di privilegi, si credono eroi della resistenza gridando “intifada”.

Strano come chi manifesta per Hamas lo faccia senza alcun rischio. Non ci sono poliziotti che sparano sui manifestanti, non ci sono arresti arbitrari, non c’è il pericolo di essere torturati in carcere. Questo perché le democrazie occidentali garantiscono loro la libertà di espressione. Libertà che, ironia della sorte, difendono proprio quei governi che questi manifestanti vorrebbero abbattere.

ATTENDENDO LE SOLITE ACCUSE DI “INGERENZA OCCIDENTALE”

Ora aspettiamo con pazienza che qualcuno bolli questi eventi come “ingerenze occidentali”. Perché si sa, secondo la narrativa dominante, i popoli non occidentali sarebbero una sorta di tribù di pacifici bagonghi, dediti all’agricoltura di sussistenza e a serate attorno al fuoco, fumando il calumet della pace.

Nella fantasia di certi intellettuali da salotto, i popoli oppressi non si ribellano mai spontaneamente. Se protestano, è perché c’è dietro la CIA, il Mossad o qualche altra oscura cabala imperialista.

E invece, sorpresa: la libertà non è un’invenzione occidentale. È un desiderio umano universale. Dalla Striscia di Gaza a Teheran, da Istanbul a ogni angolo del mondo in cui la gente soffoca sotto il giogo dell’oppressione, c’è chi ha il coraggio di dire basta. Anche quando nessuno lo ascolta.

(Serena Russo)

Prompt:

Intro: qualcosa si muove, nel mondo musulmano, e in una maniera che personalmente auspichi e sostieni da tempo.

parte 1: Recentemente, centinaia di palestinesi nella Striscia di Gaza hanno iniziato a protestare contro Hamas, accusandolo di causare la loro miseria e di non garantire la sicurezza e il sostentamento della popolazione. Queste proteste sono particolarmente significative perché rappresentano una rara dimostrazione di opposizione al gruppo militante che controlla Gaza dal 2007. I manifestanti chiedono la fine della guerra e l'uscita di Hamas dalla Striscia, esprimendo il loro desiderio di vivere una vita normale.

parte 2: Le donne iraniane sono in prima linea nella lotta contro il regime degli Ayatollah, sfidando la violenza dell'Islam radicale. Il movimento "Donna Vita Libertà", nato dopo l'uccisione di Mahsa Jina Amini nel 2022, ha visto migliaia di donne scendere in piazza per protestare contro l'obbligo del velo e altre forme di oppressione. Nonostante la repressione violenta, le donne continuano a manifestare per i loro diritti e la libertà, con molte attiviste che affrontano arresti e condanne a morte.

parte 3: L'arresto del sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, ha scatenato una serie di proteste in tutta la Turchia. Imamoglu, considerato un rivale politico del presidente Recep Tayyip Erdogan, è stato arrestato con accuse di corruzione e legami con associazioni terroristiche. Migliaia di cittadini sono scesi in piazza per manifestare a favore della democrazia e contro la repressione del governo. Le proteste continuano nonostante il divieto delle manifestazioni e gli arresti massicci.

parte 4: In Occidente, invece, le manifestazioni a favore di Hamas e della jihad sono spesso supportate dalla politica e dai media. Queste proteste avvengono senza rischi significativi per i partecipanti, che godono della libertà di espressione garantita dalle democrazie occidentali. Paradossale se confrontato con le lotte quotidiane per la libertà sotto regimi totalitari in altre parti del mondo.

parte 5: attendi paziente che qualcuno bolli questi eventi come "ingerenze occidentali". Si sa che i popoli non occidentali sono pacifici bagonghi che campano di agricoltura di sussistenza e passano le serate attorno al fuoco fumando il calumet della pace...

Articolo: intro, parte 1, parte 2, parte 3, parte 4, parte 5; approfondisci dove ritieni necessario.

Assumendo la personalità e lo stile di scrittura di Serena Russo, scrivi un articolo tagliente e brillante.

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