
Una persona media — uomo, donna, lasciamo perdere le ossessioni da centri commerciali che ci fanno credere di essere tutti XS — misura circa 44 centimetri di larghezza da spalla a spalla. Ora fate un piccolo esercizio: prendete 70.000 persone e mettetele in fila, una accanto all’altra, spalla contro spalla.
Serve la calcolatrice? Non fate i sofisticati: basta il telefono.
70.000 × 0,44 m = 30.800 metri.
Trenta chilometri.
La distanza, in linea d’aria, tra Napoli e Caserta.
Una muraglia umana che attraversa una regione.
Se vi sembra già assurdo, aspettate. La matematica non ha ancora finito di umiliarvi.
Quanta “gente” è 70.000 persone?
Se invece ragioniamo in termini di volume, una persona media occupa circa 70 litri.
0,07 metri cubi.
70.000 persone × 0,07 m³ = 4.900 metri cubi.
Quattromilanovecento. Scrivetelo su un foglio. Guardatelo. È una cifra enorme, fisica, concreta.
Perché a cosa corrispondono 4.900 m³?
- Una piscina olimpionica contiene 2.500 m³ d’acqua.
→ 70.000 persone riempirebbero quasi due piscine olimpioniche. - Un autobus urbano standard ha un volume di 90–100 m³.
→ ne servirebbero quasi cinquanta per contenere quel volume umano. - Un container marittimo da 20 piedi sono 33 m³.
→ ve ne servono 148 per stiparci dentro quel volume.
E se volessimo immaginare un unico cubo?
La radice cubica di 4.900 è 17 metri.
Un cubo di 17 × 17 × 17 metri: un solido grande come un palazzo di 5 o 6 piani, pieno — stipato, compresso — di corpi.
Visto così, 70.000 non è più un numero.
È una massa, un ingombro, un fatto fisico.
E la fisica, a differenza della propaganda, non mente.
Smaltire 70.000 corpi: cosa significa davvero
Ora entriamo nel macabro, perché a quanto pare qualcuno pensa ancora che 70.000 cadaveri possano essere gestiti come se fossero l’umido del martedì.
4.900 metri cubi di materiale organico non li “nascondi”.
Non li “limiti”.
Non li “rendi invisibili”.
Li subisci.
Per seppellire 70.000 persone servirebbero:
- fosse grandi come campi da calcio,
- oppure centinaia di fosse minori,
- scavi colossali, movimenti terra da cantiere autostradale,
- tracce satellitari impossibili da cancellare.
Bruciarli?
Auguri.
Parliamo di:
- migliaia di tonnellate di carburante,
- fumi neri e densi che si vedrebbero per giorni da ogni rilevazione aerea,
- resti ossei che non bruciano,
- un odore — chiunque abbia lavorato in zone di guerra lo sa —
che si sente a chilometri, non “solo nel quartiere”.
E la decomposizione di 70.000 corpi?
Nemmeno cominciamo.
Non si nasconde.
Non si camuffa.
Non si gestisce in silenzio.
È impossibile.
Dove voglio arrivare
Dove sto andando con questo palese esercizio da necro-ingegnere?
Al punto più semplice e più scandaloso dell’intera faccenda:
Il Ministero della Salute di Hamas mente.
Spudoratamente.
E questo, fin qui, è ovvio.
Il problema è che l’Occidente ci casca.
“Hook, line and sinker”, dicono gli americani.
A occhi chiusi.
Con entusiasmo.
Con una fede che non riservano né alla scienza né ai propri governi.
Ripetiamolo: Hamas non ha alcun interesse a dire la verità.
Zero.
La loro contabilità delle vittime non è una statistica: è un’arma.
Eppure i giornali occidentali la riportano come se fosse l’ISTAT.
E noi? Ci crediamo. Automaticamente.
70.000 storie che non esistono
Perché c’è un altro punto, ancora più inaggirabile:
ogni morto è una persona con una storia.
70.000 persone hanno:
- genitori, fratelli, partner, amici;
- documenti d’identità;
- foto;
- tracce digitali;
- testimonianze;
- conversazioni, ricordi, contatti.
Una tragedia di questa scala lascerebbe una cicatrice sociale enorme.
Una frattura.
Una voce collettiva impossibile da silenziare.
E questo non è teoria: io nei Balcani c’ero.
Ho visto fosse comuni sepolte da anni saltare fuori grazie a satelliti, geologi, forensi e testimonianze che, dopo decenni, hanno ricostruito l’inimmaginabile.
Fare sparire migliaia di vittime è già quasi impossibile.
Settantamila?
Neanche con mezzi illimitati.
Neanche volendolo.
Neanche in un deserto.
Ricapitoliamo, per chi ha perso il filo
- Non ci sono fosse.
- Non ci sono immagini satellitari.
- Non ci sono elenchi.
- Non ci sono tracce burocratiche.
- Non ci sono testimonianze coerenti in numero sufficiente.
Eppure, 70.000 diventa “verità”, perché la voglia di condannare Israele — che pure di colpe ne ha, e nessuno le sta cancellando — supera la voglia di capire i fatti.
Questa non è analisi.
È fede religiosa.
Il numero di 70.000 vittime è diventato l’architrave di una campagna diffamatoria moderna, che riprende i meccanismi dell’antisemitismo storico: numeri gonfiati, accuse totali, colpe collettive, emotività che sostituisce la verifica.
Ripetiamolo chiaro:
questo non assolve Israele dai suoi crimini di guerra.
Non li cancella, non li attenua, non li giustifica.
Ma essere critici non significa spegnere il cervello.
E prendere sul serio qualunque cifra esca da un’organizzazione terroristica è l’opposto del pensare.
Chiudiamo dunque con la domanda semplice, brutale, inevitabile:
Ce la fate a separare l’indignazione dalla matematica?
O continuiamo a credere alle favole, purché confermino ciò che vogliamo odiare?
(Serena Russo)
Prompt:
Intro: una persona media, tenuto conto delle differenze fra uomo e donna, da spalla a spalla misura circa 44 cm. Prendiamo ora 70.000 persone e mettiamole una a fianco all'altra, spalla contro spalla. Basta la calcolatrice del nostro telefono per vedere che 70.000 (persone) x 0,44 (metri) = 30.800 metri, ovvero 30.8 km. La distanza, in linea d'aria, fra Napoli e Caserta. Se ragioniamo in termini di volume, invece, una persona media occupa 70 litri (0,07 m³). 70.000 persone × 0,07 m³/persona = 4.900 m³.
parte 1: Ecco a cosa corrispondono 4.900 metri cubi: Una piscina olimpionica standard contiene 2.500 m³ d'acqua, Questo significa che 70.000 persone occupano il volume di quasi 2 piscine olimpioniche piene (4.900 m³ / 2.500 m³/piscina ≈ 2 piscine). Un autobus urbano standard (12m di lunghezza) ha un volume interno di circa 90-100 m³. Il volume di tutte quelle persone riempirebbe circa 50 autobus (4.900 m³ / 100 m³/autobus = 49 autobus). Un container marittimo standard da 20 piedi ha un volume interno di circa 33 m³. Servirebbero 148 container per stipare tutto quel volume (4.900 m³ / 33 m³/container ≈ 148 container). Se immaginassimo di mettere tutto questo volume in un unico cubo, La radice cubica di 4.900 è circa 17 metri, Quindi, 70.000 persone potrebbero essere stipate in un gigantesco cubo di 17 metri per lato. Per visualizzarlo, pensate a un palazzo di 5-6 piani che forma un cubo perfetto.
parte 2: 70.000 corpi rappresentano un volume fisico di quasi 5.000 metri cubi di materiale organico. Smaltire questo volume equivarrebbe a rimuovere una collina di materia organica delle dimensioni di un grande edificio. È un'operazione industriale, non qualcosa che si può fare in segreto. Per seppellire 70.000 persone, servirebbero diverse fosse grandi come campi da calcio, o centinaia di fosse più piccole. Lo scavo, il movimento terra e la modifica del paesaggio su questa scala sono facilmente rilevabili dai satelliti. Bruciare 70.000 corpi richiederebbe un'operazione di proporzioni inimmaginabili: migliaia di tonnellate di legname o carburante, fumi visibili per giorni e settimane, e la presenza di resti ossei (che non si consumano completamente) in quantità enormi. L'odore della decomposizione di un numero così grande di corpi è inconfondibile e si diffonde per chilometri. È impossibile da nascondere.
parte 3: dove voglio arrivare con questo macabro, insensibile, disgustoso estimo? Al fatto che il Ministero della Salute di Hamas menta spudoratamente (e fin lì, son terroristi…), ma soprattutto che l'occidente sia ben felice di bersi tutto ciò. "Hook, line and sinker", come dicono gli americani.
parte 4: 70.000 persone significano 70.000 storie, parenti, amici, documenti d'identità. Anche in uno scenario di caos totale, una tragedia di queste proporzioni lascerebbe una traccia digitale, burocratica e sociale immensa. Sarebbe impossibile che non emergessero elenchi, nomi, fotografie e testimonianze dirette in quantità schiacciante per sostenere una cifra del genere. Le fosse comuni dei Balcani, e io c'ero, sono state trovate. Nonostante i tentativi di nasconderle, la loro esistenza è stata dimostrata con prove forensi, satellitari e testimoniali. Questo conferma il principio: è estremamente difficile, anche con la volontà politica e militare di farlo, far sparire completamente le tracce di un numero enorme di vittime.
parte 5: Ricapitolo per i distratti. Non esistono riscontri tangibili (fosse comuni, immagini satellitari, documenti) per un numero di vittime così catastrofico. La stessa opinione pubblica che è solitamente scettica verso Israele accetta con "fede religiosa" i dati di un'organizzazione terroristica che non avrebbe interesse a dire la verità. la diffusione del numero di 70.000 vittime è il fondamento di una moderna campagna diffamatoria, paragonabile all'antisemitismo storico, costruita su cifre ritenute inventate e accettate per desiderio di condanna piuttosto che per verità fattuale. Tutto quello che ho scritto, naturalmente, NON assolve Israele dai suoi crimini di guerra. Ma ce la fate a separare le cose e a ragionare?
articolo: intro, parte 1, parte 2, parte 3, parte 4, parte 5; approfondisco dove necessario.
Scrivi un approfondito articolo, assumendo il ruolo di Serena Russo, tagliente, graffiante, ironico. Rendilo immersivo.
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