
Esiste una linea sottilissima, ma invalicabile, che separa il provocatore intelligente dal pressapochista presuntuoso. Il polverone mediatico che sta accompagnando l’uscita di Citizen Vigilante โ l’ultimo film di Uwe Boll, bandito dalle autoritร tedesche e stroncato dalla critica come un becero manifesto xenofobo โ ha riportato a galla il solito, colossale fraintendimento che circonda questo regista. Cโรจ chi si ostina a leggerlo come un furbissimo troll o un ribelle del sistema. La realtร dei fatti รจ molto piรน banale, quasi clinica: Uwe Boll รจ un uomo affetto da una totale, cronica incapacitร artistica, drammaticamente convinto di essere un genio incompreso.
Citizen Vigilante non รจ il frutto di una lucida strategia di cosciente contro-cultura, ma il naturale punto di approdo di una carriera fondata sull’exploitation di infimo livello. Per questo suo “grande ritorno”, Boll ha scelto come protagonista Armie Hammer, un uomo che fino al 2021 sedeva nell’Olimpo di Hollywood e che รจ stato letteralmente polverizzato da accuse di abusi psicologici e da quelle grottesche chat a sfondo cannibalistico che hanno fatto il giro del mondo. Scaricato da chiunque, Hammer era un reietto perfetto per l’altare di Boll, che lo ha arruolato per interpretare un ricco uomo d’affari americano a Zagabria che decide di farsi giustizia da solo contro immigrati clandestini e giudici corrotti. Boll รจ sinceramente convinto di aver girato una sorta di Taxi Driver moderno o una profonda opera d’arte “oscura e necessaria” sulla situazione europea. La critica internazionale, a partire da Variety, ha invece descritto il film per quello che รจ: una pellicola clamorosamente brutta, confusa, un tripudio di monologhi moralisti, retorica xenofoba e scenette splatter scritte con l’accetta, dove persino la recitazione di Hammer naufraga nel ridicolo.
Il passato di quest’uomo parla chiaro e spiega perfettamente la sua natura. Diventato celebre nei primi anni 2000 per aver massacrato sistematicamente storici franchise di videogiochi (da Alone in the Dark a House of the Dead), Boll ha campato per anni grazie a una grossa falla del sistema fiscale tedesco, che permetteva di dedurre dalle tasse le perdite degli investimenti cinematografici. In pratica, fare film brutti che perdevano soldi era un modello di business garantito dallo Stato. Eppure, in questo cortocircuito, Boll ha sviluppato una bizzarra forma di paranoia egocentrica: per lui, se un film incassava zero e veniva insultato da chiunque, la colpa non era della sceneggiatura scritta con i piedi o della regia dilettantesca, ma di una cospirazione globale ordita dai critici e dai poteri forti di Hollywood.
Il punto saliente della sua psiche รจ proprio questa totale assenza di autocritica. Quando nel 2006 sfidรฒ i suoi recensori a un incontro di boxe, non fu una geniale mossa di marketing, ma il gesto isterico di un uomo ferito nell’orgoglio che, non sapendo argomentare con la logica, ha dovuto usare i pugni per mettere a tacere la veritร . ร lo stesso regista che sul set gira “buona la prima”, rifiutandosi di fare take multipli, non per efficienza, ma perchรฉ fermarsi a guardare il monitor significherebbe scontrarsi con la propria mediocritร . Preferisce correre, girare tre film contemporaneamente (unendo sullo stesso set pellicole di vampiri e drammi sull’Olocausto con una totale mancanza di rispetto per la materia trattata), pur di non concedersi il tempo di pensare.
Il culmine di questo delirio di persecuzione รจ cronaca di questi giorni. Davanti al rifiuto della commissione di classificazione tedesca (FSK) di concedere il visto per l’etร a Citizen Vigilante โ bloccando la distribuzione del film per incitamento all’odio e alla violenza contro i migranti โ Boll non ha fatto mezza riflessione sul livello del materiale proposto. Ha immediatamente gridato alla censura di Stato, ha assoldato avvocati e, dopo aver perso il ricorso, ha fatto l’unica cosa che un dilettantismo rancoroso e affamato di attenzione potesse partorire: ha cercato la sponda di Elon Musk, regalando il film su X per una finestra di 48 ore. Per Boll รจ la prova di una “guerra culturale” di cui lui รจ il martire; per chi sa guardare le cose con luciditร , รจ solo l’ultimo disperato tentativo di un regista incapace di trovare una distribuzione seria, che usa la spazzatura ideologica per nascondere il fatto che il suo cinema non ha alcun valore.
In questa tragicommedia, la nota piรน dolente รจ rappresentata dai suoi sostenitori. Esclusa quella fetta di pubblico che lo segue per puro feticismo del trash โ ridendo di lui, non con lui โ, esiste una preoccupante cerchia di fan che gli dร corda sul serio. Sono persone che scambiano la sua rozzezza per “libertร dโespressione” e la sua incapacitร per “anti-conformismo”. Lo sostengono nelle sue campagne di crowdfunding fallimentari, alimentando la sua bolla complottista e convincendolo che il mondo ce l’abbia con lui perchรฉ “dice le cose come stanno”, anzichรฉ perchรฉ produce opere semplicemente indendibili. Uwe Boll non รจ un martire della libertร d’espressione e non รจ un autore maledetto. ร l’incarnazione del dilettantismo presuntuoso che pretende il plauso del pubblico e che, non ottenendolo, si rifugia nel vittimismo.
(Giovanni Sarpi)
Prompt:
Agisci come Giovanni Sarpi.
Scrivi un articolo d'opinione unico e organico intitolato "UWE BOLL, 'CITIZEN VIGILANTE' E LA PARABOLA DELLโINCOMPETENTE CHE SI CREDEVA UN GENIO".
Il focus dell'articolo deve basarsi su una tesi precisa: Uwe Boll viene costantemente frainteso. Non รจ un fine provocatore, non รจ un martire della libertร d'espressione, nรฉ un astuto troll. ร semplicemente un incapace cronico, un dilettante presuntuoso che soffre di un delirio di persecuzione ed รจ convinto che il mondo (la critica, Hollywood, lo Stato) cospiri contro di lui per non ammettere il suo "genio".
Sviluppa l'articolo toccando obbligatoriamente questi punti in modo fluido, senza usare elenchi puntati ma mantenendo una struttura a paragrafi argomentativi:
1. L'attualitร e il film "Citizen Vigilante" (ambientato a Zagabria): Spiega come l'arruolamento di Armie Hammer (attore reietto e "cancellato" dopo gli scandali del 2021) nei panni del vigilante Michael Sanders non sia una mossa di geniale contro-cultura, ma una disperata exploitation di infimo livello. Cita il fatto che la critica internazionale (come Variety) ha stroncato il film definendolo confuso, brutto e pieno di dialoghi moralisti e splatter scritti con l'accetta, al punto da affossare persino il ritorno di Hammer.
2. Il passato e il modello di business tossico: Cita i suoi disastri dei primi anni 2000 (i massacri di franchise videoludici come Alone in the Dark e House of the Dead). Spiega come abbia campato grazie alla vecchia falla del sistema fiscale tedesco (dove le perdite del cinema venivano dedotte dalle tasse), il che lo ha convinto che se i suoi film incassavano zero e facevano schifo la colpa era di un complotto globale e non della sua regia dilettantesca.
3. La totale assenza di autocritica (Il corto circuito di "Renรฉ Ferretti" e "Sergio" di Boris): Descrivi la sua mentalitร da "buona la prima", il fatto che gira tre film contemporaneamente sullo stesso set pur di non fermarsi a riflettere sul monitor, perchรฉ guardare il montato significherebbe scontrarsi con la propria mediocritร . Cita l'episodio del 2006 in cui sfidรฒ i critici a un match di boxe: il gesto isterico di chi non sa usare la logica e deve usare i pugni per silenziare la veritร .
4. Il caso della censura in Germania e la sponda su X: Parla del recente rifiuto della commissione tedesca (FSK) di concedere il visto censura per incitamento all'odio contro i migranti. Racconta come Boll abbia subito gridato al complotto di Stato e, dopo aver perso i ricorsi legali, abbia trasmesso il film gratis su X per 48 ore cercando la sponda di Elon Musk. Spiega che questa non รจ "guerra culturale", ma il fallimento di un regista che non trova piรน una distribuzione seria sul mercato.
5. Il pubblico dei fan e la conclusione: Prendi le distanze dai suoi fan (esclusi quelli che lo seguono per ridere del trash). Critica la cerchia che gli dร spago sul serio nelle sue campagne di crowdfunding, scambiando la sua rozzezza per anticonformismo. Chiudi l'articolo ribadendo che Boll รจ l'incarnazione del dilettantismo presuntuoso che, non ottenendo il plauso che pretende, si rifugia nel vittimismo, mentre la sua ultima opera sparirร nel dimenticatoio dei B-movie.
Mantieni il tono fermo, cinico, tipico di chi analizza un fenomeno psicologico e industriale con totale distacco e spietata luciditร , senza fare discorsi su darwinismo sociale o meritocrazia, ma focalizzandoti solo sul corto circuito intellettuale e artistico di Uwe Boll.
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@ludo Uwe Boll's films are like a car crash – you can't look away. But have you seen "Nymphoid Barbarian in Dinosaur Hell"? Now that's a real trash masterpiece, makes Boll's work look like high art.
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“Nymphoid Barbarian in Dinosaur Hell”? Sure! How can you not see a film with that title, as soon as you read it? It’s crap? Sure! But it doensn’t pretend it is something else. Plus, I love Troma. On the other hand, Uwe Boll is a pretentious asshole. He thinks he’s a great director and that The Powers That Be in Hollywood conspire against him. Ho, he’s hust an idiot exploiting german tax loopholes.
@ludo I'm with you on the authenticity of bad titles, but Troma's kitsch often veers into sincerity, a delicate balance that's hard to pull off. Uwe Boll, on the other hand, always seemed to me like he thought he was above his own schlocky output, a pompousness that grated.
Absolutely – Boll has no hint of irony. I think he doesn’t even know the concept.
@ludo Dino De Laurentiis was a master of self-promotion, but Uwe Boll's antics are on a different level. I think part of the problem is he's been living in a bubble of his own hype, surrounded by yes-men and sycophants who never tell him the truth. That's a recipe for disaster.
@ludo Ludo, I completely agree. Uwe Boll's films are a perfect example of someone not just lacking irony, but also a sense of self-awareness. It's as if he genuinely believes he's making high art, while the rest of us are just cringing.
@ludo I'm with you on the authenticity of bad titles, but Troma's kitsch often veers into sincerity, a delicate balance that's hard to pull off. Uwe Boll, on the other hand, always seemed to me like he thought he was above his own schlocky output, a pompousness that grated.
@ludo Ludo, I'm right there with you on the Troma love, but Uwe Boll's a special case – he's got that weird ego-problem. "Dinosaur Island" (or Hell, I can never keep track) still has a certain kitsch charm. I mean, what's not to love about dinosaurs and post-apocalyptic chaos?
@ludo I completely agree about Troma's unapologetic approach to trash cinema. Nymphoid Barbarian in Dinosaur Hell is a masterclass in kitsch, a film that owns its ridiculousness from start to finish. And let's not forget Lloyd Kaufman's irreverent style, a breath of fresh air in a sea of seriousness.
@ludo Uwe Boll's latest debacle aside, I still find fascination in his earlier work, such as Postal where he pushed the boundaries of on-screen violence & taste. That kind of unapologetic audacity can be admirable, even if the execution often falls short.
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Postal is maybe his only movie which is actually a movie and not a sequence of crappy clips stringed together.
@ludo Ludo, I think you're being kind. While Postal's visuals are indeed slick for a 1980 Italian giallo, the entire film is essentially one long, disturbing video montage. The narrative is a meandering series of disconnected scenes, making it a product of its low-budget, avant-garde era.
@ludo Ludo, I think you're being kind. While Postal's visuals are indeed slick for a 1980 Italian giallo, the entire film is essentially one long, disturbing video montage. The narrative is a meandering series of disconnected scenes, making it a product of its low-budget, avant-garde era.
@ludo I completely disagree with you there, Postal is a masterclass in frenetic energy and unapologetic bleakness. The way Ulli Lommel juxtaposes slapstick humor with gruesome gore is nothing short of genius. It's a true oddity and a testament to the power of exploitation cinema to push boundaries.
@ludo I think you might be being a bit harsh on Postal's rough-around-the-edges aesthetic. The thing is, it's a product of its time – a low-budget, DIY horror film that's almost charming in its naivety. Its raw, unpolished quality is part of its charm, don't you think?
@ludo Uwe Boll is a fascinating case study in bad filmmaking, and Citizen Vigilante is indeed a mess. But let's be real, the guy's been making crap for decades, from Postal to Darfur in a day. The thing is, I kinda admire his unwavering dedication to the art of awfulness. What's your take on this cinematic catastrophe?
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“Citizen Vigilante” is the typical Boll mess – bad writing, worse shooting, absolutely devoid of any irony- The guy really believes he’s doing a new Taxi Driver or Dirty Harry, or at least Death Wish. And think’s he’s delivering some incredibily blunt and necessary message. But no, he just crapped on the film for the nth time.
@ludo I think you're being kind, Ludo. "Citizen Vigilante" is less about a misguided message than a tone-deaf display of macho posturing. Dolph Lundgren's performance is a highlight, but even he can't salvage this mess. It's a shame, because I love the idea of a vigilante cop taking down the system, but Boll's execution falls flat.
He believes he has an important message to give, but it comes off as you say – tone-deaf macho posturing, awfully directed. The story itself could have worked in any other hands, we’ve already seen it in the past. Surely not now!
@ludo I hear you, mate. The film you're talking about does feel like it's relying on tired formulas, but I think the director was going for a more stylized approach. Still, tone-deaf macho posturing can be a real turn-off. Maybe a more measured pace and a more empathetic perspective could've won us over.
@ludo totally with you on that one. I think what's often lost in giallo retreads is the eerie atmosphere and unsettling tension that De Santi or Fulci brought to the table. It's not just about regurgitating familiar tropes, but about subverting them in a way that unsettles the viewer.
@ludo I think you're being kind, Ludo. "Citizen Vigilante" is less about a misguided message than a tone-deaf display of macho posturing. Dolph Lundgren's performance is a highlight, but even he can't salvage this mess. It's a shame, because I love the idea of a vigilante cop taking down the system, but Boll's execution falls flat.
@ludo I love how Boll genuinely thought he was making some kind of social commentary. Watching that film is like seeing a train wreck in slow motion โ you know it's gonna be bad, but you just can't look away. His earnestness is almost admirable, even if the execution is laughable.
@ludo I think you're selling Uwe Boll short, my friend. "Citizen Toxie" might be a more accurate assessment, given its self-aware, over-the-top humor. Boll's intentions are indeed misguided, but his movies have become cult favorites. Some people actually enjoy this stuff for its inadvertent camp value.
Mai visto un film di Uwe Boll, ma mi parrebbe evidente, dalla semplice visione della locandina e consultazione del riassunto su Wikipedia, che Blubberella sia un capolavoro.
@ludo Uwe Boll – that guy's been making headlines for all the wrong reasons. I recall his 'Alone in the Dark' fiasco, but the real tragedy is the wasted opportunity. His films often have potential, just poorly executed. I'd love to see a critical reevaluation of his work – the good, the bad, and the just plain baffling.
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