L’America che non riconosco più

Il 28 febbraio 2025 è destinato a rimanere nei libri di storia. Ma non per una grande svolta diplomatica, né per una risoluzione pacifica di un conflitto sanguinoso. No, entrerà negli annali perché abbiamo assistito a uno dei momenti più imbarazzanti e surreali della politica estera americana: Donald Trump e JD Vance, in diretta TV, hanno rinfacciato a Volodymyr Zelensky di rifiutare la pace. Come se la colpa dell’invasione russa fosse, in primo luogo, dell’Ucraina.

La scena aveva qualcosa di grottesco. Zelensky, con il suo classico sguardo teso ma fiero, cercava di spiegare che la priorità dell’Ucraina è la propria sovranità, la propria libertà. Dall’altra parte, Trump e il suo vice, con la solita strafottenza di chi crede di poter risolvere qualsiasi conflitto con un contratto immobiliare e una stretta di mano, insistevano che Kiev dovesse accettare la “realtà” e arrendersi, perché “la guerra costa troppo”. Non a caso, la posizione di Mosca, ripetuta parola per parola.

Questa non è una diplomazia normale. È uno show. Uno spettacolo per i fedelissimi di Trump, per la platea di elettori convinti che la politica estera sia solo una questione di affari, dove il più forte impone il prezzo e il più debole si adegua. Ma questa messa in scena ha rivelato molto più di quanto gli autori dello show intendessero: gli Stati Uniti non sono più il garante di un ordine internazionale, ma un attore capriccioso e imprevedibile, pronto a voltare le spalle agli alleati nel nome di un calcolo miope e meschino.

Il collasso del soft power americano

Ciò che è incredibile – ma non inaspettato – è la velocità con cui Trump e i suoi hanno distrutto decenni di paziente costruzione del soft power americano. In due mesi scarsi, hanno ridicolizzato la NATO, umiliato gli alleati europei, sabotato gli sforzi diplomatici in Asia e aperto le porte a una nuova era di instabilità globale.

Per decenni, il potere degli Stati Uniti non si è basato solo sulle portaerei e sui missili, ma sulla capacità di attrarre, di convincere, di guidare. Con tutti i suoi difetti e i suoi errori, il modello americano ha garantito la maggiore epoca di prosperità della storia umana. E ora? Ora il nuovo corso trumpiano sta trasformando gli Stati Uniti in un’azienda a conduzione familiare, gestita da un vecchio istrione e dai suoi cortigiani, dove ogni decisione è guidata dall’interesse personale e dalla volontà di smantellare tutto ciò che ha reso grande questo paese.

La russificazione dell’America

Eppure, dietro questa distruzione c’è un disegno coerente, seppur cinico. Trump e i suoi sgherri – da Elon Musk a JD Vance – vogliono ridurre al minimo il governo federale e le organizzazioni internazionali. Meno Stato, meno regole, meno tasse, meno obblighi. Una versione estrema del neoliberismo che si sposa alla perfezione con l’ideale putiniano di un’oligarchia spietata, dove pochi ricchissimi mantengono il potere su masse di cittadini ridotti a sudditi.

Gli Stati Uniti stanno iniziando un processo di russificazione. Un’élite di plutocrati impone la propria volontà senza ostacoli, il governo è solo un ostacolo da eliminare, la società si divide tra pochi privilegiati e milioni di peones costretti ad arrangiarsi. I rapporti internazionali? Minimi, ridotti solo a dove c’è un tornaconto immediato, esattamente come fanno i gangster quando si spartiscono il territorio.

Trump, Musk, Vance: l’incompetenza al potere

Ma qui nasce il problema. Trump, Musk, Vance e gli altri non sono strateghi raffinati, né leader carismatici. Sono degli arruffoni, pieni di arroganza e privi di visione a lungo termine. Pensano di poter governare il mondo come si gestisce un casinò o un social network, con bluff e propaganda.

Con il loro spoils system, hanno silurato personale competente nelle agenzie di intelligence, nel Dipartimento di Stato, nelle forze armate. Hanno cacciato gente che giurava sulla Costituzione per rimpiazzarla con leali burattini privi di esperienza. E qui sorge una domanda: qual è quella cosa che si serve fredda?

Perché non basta avere il potere, bisogna anche sapere come usarlo. E la storia insegna che quando il capo si circonda solo di yes-men e scimmie urlatrici, la caduta è inevitabile.

Il mio augurio

Ora metto da parte il mio classico aplomb e lo dico chiaramente: spero di vedere Trump, Musk, Vance e il loro seguito affrontare conseguenze simili a quelle dei criminali di Norimberga. Senza pietà. Senza remore morali.

Perché quello che stanno facendo è criminale.

Gli Stati Uniti, un tempo modello di stabilità e leadership, stanno diventando un bullo da cortile che picchia i più deboli e cerca di farsi amico il boss della mafia. Ma i bulli finiscono male. Perché gli altri non vogliono condividere il potere con Trump, vogliono solo distruggerlo per prenderselo tutto.

E quando quel momento arriverà, quando l’America si ritroverà isolata e tradita da chi pensava di poter controllare, allora sì, si renderanno conto dell’errore.

Ma per allora sarà troppo tardi.

L’America che ho amato, che mi ha dato tanto, oggi non la riconosco più.

(Emma Nicheli)

Prompt:

Intro: il 28 febbraio 2025 è destinato a rimanere nei libri di storia. E questo naturalmente grazie al meeting fra Vlodimir Zelensky, Donald Trump e il suo vice JD Vance, in cui i due americani in diretta tv hanno rinfacciato al presidente ucraino di rifiuate la pace, come se la colpa fosse in primo luogo sua. Una posizione, per l'ennesima volta, in linea con quella del Cremlino.

Scena: Zelensky ha come priorità l'indipendenza e la sovranità dell'Ucraina, mentre Putin cerca il riconoscimento dello status di potenza della Russia. Tuttavia, la presunzione di indispensabilità e superiorità assoluta dell'America è ormai obsoleta e priva di fondamento. L'incontro tra Trump e Zelensky è stato reso pubblico probabilmente per inscenare uno spettacolo per i sostenitori di Trump, ma ha finito per mettere in luce le divergenze e le difficoltà nel raggiungere un accordo.

Soft power: è incredibile come il nuovo governo Trump sia riuscito in un paio di mesi a mettere in crisi tutto il sistema di alleanze basato sul soft powerr che gli Stati Uniti avevano meticolosamente costruito dalla fine della WW2 e che, con alti e bassi, aveva comunque stabilizzato il mondo e inaugurato la maggior era di benessere della storia dell'umanità.

Motivo: in realtà il disegno di Trump e dei suoi sgherri è coerente: smantellare il più possibile il governo federale e le organizzazioni internazionali comporta una drastica riduzione delle leggi, degli obblighi, della spesa pubblica e delle tasse. Gli Stati Uniti cominciano un processo di russificazione, con ricchissimi oligarchi che puntellano il governo e larghe masse di peones. I rapporti internazionali? Al minimo, giusto dove si può guadagnare, e fra pari, come i gangster che si spartiscono la torta.

Problema: Trump, Musk, Vance e i loro sgherri però hanno un problema: sono stupidi e privi di visione a lungo termine. Con lo spoil system hanno silurato personale competente nella CIA, nell'FBI e nell'esercito, gente che giura sulla Costituzione. Qual è quella cosa da servire fredda?

Augurio: metto da parte il mio classico aplomb e lo dico chiaramente, voglio vedere Trump, Musk e Vance affrontare conseguenze simili a quelle dei criminali di Norimberga, senza pietà o remora morale. La tattica del bullo di quartiere degli USA si ritorcerà contro di loro, poiché nessuno si fiderà più degli Stati Uniti, che avranno solo complici e non alleati. Trump pensa di poter spartire il potere con Putin e altri autocrati, ma non capisce che gli altri vogliono distruggere il bullo grosso per prendere tutto. L'America che amavi e che ti ha dato tantissimo, oggi, non la riconosci più.

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